Le larve delle mosche soldato nere (Hermetia illucens) possono essere un valido strumento per lo sviluppo di strategie di bioconversione delle plastiche, grazie a geni di batteri che risiedono nel loro intestino.
Il microbioma intestinale della mosca soldato nera allevata su plastiche derivate dal petrolio, infatti, sviluppa enzimi potenzialmente in grado di degradare le plastiche stesse.
«Questi insetti possono crescere su un’ampia varietà di rifiuti organici, scarti e sottoprodotti della filiera agroalimentare, i quali vengono così “biotrasformati” in molecole di grande valore per diversi settori. Dalle larve e dalle pupe è possibile produrre farine per la mangimistica, estrarre proteine per la sintesi di bioplastiche e altri biomateriali utili nell’ambito biomedicale, oli per la produzione di biocarburanti e, ancora, chitina e peptidi antimicrobici» spiega la professoressa Morena Casartelli, responsabile del laboratorio di Fisiologia degli insetti e biotecnologie entomologiche del Dipartimento di Bioscienze della Statale di Milano, che negli ultimi anni ha studiato diversi aspetti della biologia e della fisiologia intestinale di queste larve.
L’importanza del microbioma intestinale
«Questa ricerca è un’ulteriore riprova di quanto siano importanti per tutti gli organismi superiori la composizione e le funzioni del microbioma intestinale. Scopriremo presto che questo ecosistema non ha limiti, ha il potenziale di contribuire su diversi aspetti alla salute dell’organismo ospite, ma, come dimostra questo studio, anche all’adattabilità dell’ospite ad ambienti particolari e quindi all’erogazione di servizi importanti per le biotecnologie e per l’ambiente” conclude Danilo Ercolini, docente di Microbiologia agraria e Direttore del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II.
Lo studio coordinato dall’Università Statale di Milano, in collaborazione con l’Università degli Studi di Napoli Federico II e l’Università degli Studi dell’Insubria, è stato pubblicato su Microbiome.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





