La Giunta della Provincia Autonoma di Trento ha approvato un disegno di legge che prevede l’abbattimento fino a otto orsi l’anno, confidenti o pericolosi, per tre anni.
L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) e l’Ente nazionale protezione animali (Enpa) hanno esaminato il Disegno di Legge provinciale e hanno espresso commenti negativi infuocati.
Dice l’Enpa che «cuccioli inermi e innocenti, magari con pochi mesi o addirittura settimane di vita, saranno stanati nei loro rifugi, strappati alle cure materne e trucidati barbaramente. […] Dalle pagine del sito istituzionale della Provincia, l’assessore Roberto Failoni parla espressamente di un “numero di orsi potenzialmente rimovibili determinato nel massimo di otto esemplari all’anno, di cui non più di due femmine adulte e non più di due maschi adulti”. Dunque ogni anno potranno essere uccisi ben 4 cuccioli di orso, con il benestare del Governo nazionale che, stando a quanto dichiara lo stesso assessore, avrebbe concordato il DDL con l’esecutivo».
L’orso è protetto da disposizioni nazionali e comunitarie
L’Oipa da parte sua sottolinea come le motivazioni espresse dall’assessore Failoni, che ha presentato il DDL, siano contestabili: «Mettiamo così un freno all’impennata della popolazione di plantigradi» ha affermato Failoni. L’Oipa fa notare come Luigi Boitani, professore ordinario di Zoologia all’Università La Sapienza di Roma, abbia dichiarato a Kodami «dire che gli orsi sono troppi è un concetto relativo. Volendo stare ai numeri, siamo noi a essere troppi. Quindi, piuttosto che concentrarsi su questo bisognerebbe puntare a ridurre le interazioni negative con le persone, per farlo il numero di orsi è irrilevante».
«Oltretutto – continua l’Oipa – i numeri considerati dalla Provincia Autonoma di Trento includono i cuccioli, che purtroppo hanno un’elevata mortalità nei primi anni di vita. La Provincia autonoma di Trento è ormai diventata maglia nera in tutela della biodiversità. Non adotta misure di prevenzione per mettere in sicurezza escursionisti e animali e ragiona solo in termini di abbattimento, contro ogni normativa europea e contro l’articolo 9 della Costituzione, che tutela la biodiversità».
Va, inoltre, ricordato che l’orso è protetto da disposizioni nazionali e comunitarie e l’Enpa sottolinea che «Il DDL “ursicida” mette l’Italia in rotta di collisione con Bruxelles, esponendo i contribuenti italiani alle salatissime conseguenze di una procedura di infrazione».
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