Era atteso da tempo dagli operatori del settore ed è finalmente arrivato il decreto che stimola la nascita e lo sviluppo delle Comunità energetiche rinnovabili (CER) e dell’Autoconsumo diffuso in Italia. Approvato anche dalla Commissione europea e registrato dalla Corte dei Conti, il decreto è finalmente in vigore.
Le Comunità energetiche rinnovabili sono costituite da un insieme di cittadini, piccole e medie imprese o enti territoriali e autorità locali che condividono l’energia elettrica rinnovabile prodotta da impianti realizzati e utilizzati dalla comunità stessa.
In una CER l’energia elettrica rinnovabile può esser condivisa tra i diversi soggetti produttori e consumatori, localizzati all’interno di un medesimo perimetro geografico, grazie all’impiego della rete nazionale di distribuzione di energia elettrica.
L’obiettivo principale di una CER è quello di fornire benefici ambientali, economici e sociali ai membri o soci e alle aree locali in cui opera, attraverso l’autoconsumo di energia rinnovabile.
Questo sistema mira a creare delle aree urbane completamente indipendenti dal punto di vista energetico, decentralizzate e veramente green, con un concreto risparmio in bolletta.
Come funzionano gli incentivi
Dal punto di vista tecnico e normativo, per poter accedere agli incentivi previsti per le CER gli impianti di produzione da fonte rinnovabile devono avere potenza non superiore a 1 MW.
Entro fine febbraio, come previsto dal provvedimento stesso, saranno approvate dal Ministero, previa verifica da parte dell’ARERA e su proposta del Gestore dei Servizi Energetici, le regole operative che dovranno disciplinare le modalità e le tempistiche di riconoscimento degli incentivi.
Il testo individua due strade per promuovere lo sviluppo nel Paese delle CER:
- un contributo a fondo perduto fino al 40% dei costi ammissibili, finanziato dal PNRR e rivolto alle comunità i cui impianti sono realizzati nei comuni sotto i cinquemila abitanti che supporterà lo sviluppo di due gigawatt complessivi;
- una tariffa incentivante sull’energia rinnovabile prodotta e condivisa per tutto il territorio nazionale. I due benefici sono tra loro cumulabili.
Il GSE (ovvero, il Gestore dei Servizi Elettrici italiani, un Ente governativo www.gse.it), soggetto gestore della misura, metterà in esercizio i portali attraverso i quali sarà possibile presentare le richieste, entro 45 giorni dall’approvazione delle regole.
«Comunità Energetiche Rinnovabili e autoconsumo diffuso sono due ingranaggi centrali della transizione energetica del Paese: oggi siamo dunque ancor più vicini a questo atteso obiettivo, che potrà veramente dare una svolta per lo sviluppo delle rinnovabili in Italia, rafforzandone la sicurezza energetica e avvicinandoci agli obiettivi climatici» afferma il Ministro Gilberto Pichetto.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





