di Armando Nappi
Difficili da osservare eppure incredibilmente presenti e pieni di vita, i toporagni annusano, ininterrottamente, lo spazio intorno a loro per cercare cibo. La vista è debole ma il caratteristico naso, appuntito, è un perfetto e affidabile congegno in una ricerca che, se non porta i suoi risultati nel giro di poche ore si rivela, per loro, fatale.
Il nome toporagni, richiama alla mente mammiferi dalla forma di un topo ma non sono roditori bensì parenti delle talpe, ghiotti come queste di invertebrati. Non servirebbero quindi incisivi a scalpello e robusti molari per triturare, bensì denti appuntiti, una versione in miniatura di quelli dei più temibili grandi predatori.
La desinenza “-ragni”, infine, deriva dalla presenza di veleno disciolto nella saliva di alcune specie, utile a stordire le prede e ritenuto in passato simile a quello dei ragni. Un altro aspetto, caratteristico di molti toporagni, è costituito dalla piccola taglia, con importanti conseguenze fisiologiche.
A dimensioni minori, si contrappone infatti una superficie maggiore, attraverso la quale la temperatura si disperde più velocemente. Hanno bisogno di mangiare spesso e sono, quindi, in continua attività. Le prede, da parte loro, possono avere dimensioni notevoli se paragonate alla stazza del predatore ma altri accorgimenti possono essere messi in atto per recuperare nutrienti.
È stato osservato, ad esempio, un particolare comportamento, noto come rectum-licking, consistente nell’estroflettere il retto, tramite contrazioni addominali, per assumere probabilmente altre sostanze utili, attraverso una sostanza lattiginosa secreta ma se le circostanze dovessero diventare particolarmente ostiche, ad esempio d’inverno nelle regioni nordiche, anche alcuni organi si riducono di volume, così da risparmiare ulteriormente energia.
Se hanno quindi superato una prova difficile per un mammifero, sopravvivere con piccole dimensioni, questi straordinari animali spesso non dimostrano altrettanta capacità di adattamento dinanzi alle trasformazioni operate dall’uomo. Molto sensibili, infatti, risultano nei confronti dei pesticidi, compromettendone i processi neuromuscolari con diminuzione della loro frenetica attività.
Si può concludere che i toporagni hanno scritto un bel capitolo nell’immenso libro della storia naturale, meno appariscenti di altri mammiferi, sono altrettanto meritevoli di attenzione e di salvaguardia.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com





