Si inaugura sabato 27 luglio alle 18, al MUSE – Museo delle Scienze di Trento, la mostra temporanea “The Mountain Touch”, un progetto di arte e scienza che racconta la stretta connessione che c’è tra la salute umana e la natura della montagna.
La mostra temporanea a cura di Andrea Lerda nasce da un progetto del MUSE e vede esposte le opere di 17 artiste e artisti, realizzate in dialogo con contenuti scientifici.
I due musei si sono uniti nel progetto “The Mountain Touch”per esplorare il tema della salute attraverso l’arte e la scienza, unite in una nuova alleanza con la natura. La Mostra offre stimoli visivi di carattere artistico e al contempo introduce una serie di temi e di ricerche scientifiche attuali, relativi alle implicazioni positive e negative nella relazione tra umano, montagna e natura in senso più ampio.
Tutte le opere in mostra sono legate alla montagna e, più in generale, alla natura, alcune in modo più diretto e su un piano iconografico, altre in maniera indiretta ma pur sempre strettamente puntuale rispetto al tema che l’esposizione esplora e approfondisce.
L’impatto sull’uomo del degrado degli ambienti naturali
La mostra ha origine da una serie di evidenze emerse in relazione alla crisi climatica. In risposta alla perdita di biodiversità e al progressivo degrado degli ambienti naturali, si va infatti affermando una crescente consapevolezza che il nostro benessere fisico e mentale sia strettamente legato a quello del nostro pianeta.
L’esposizione prova a offrire una panoramica dei principali temi di ricerca e apre a una serie di interrogativi come, per esempio, quale impatto potrà avere la devastazione ambientale in corso sulla nostra salute o come ricorrere all’ecoterapia per far fronte all’ecoalienazione.

Caterina Morigi “The Common Skeleton of Things”, 2024. © Courtesy l’artista e Glleria Studio G7, Bologna
Artisti e ricercatori
Tra gli artisti, sono presenti le opere di Paola Anziché, Zheng Bo, Ruben Brulat, Alberto Di Fabio, Michael Fliri, Christian Fogarolli, Lucas Foglia, Fernando García-Dory, Nona Inescu, Zora Kreuzer, Bianca Lee Vasquez, Marzia Migliora, Caterina Morigi, Andrea Nacciarriti, Vera Portatadino, George Steinmann, Peter Stridsberg.
I contenuti scientifici sono a cura di Federica Zabini e Francesco Meneguzzo, ricercatori presso l’Istituto per la BioEconomia del Consiglio Nazionale per le Ricerche, che da anni sta conducendo la più ampia campagna sperimentale mai effettuata sugli effetti della terapia forestale e delle immersioni negli ambienti verdi insieme al Club Alpino Italiano e al Centro di Riferimento per la Fitoterapia della Aou Careggi a Firenze.
Ulteriori contributi scientifici sono a cura di Francesco Becheri, Stazione di Terapia Forestale Pian dei Termini, Commissione Centrale Medica del CAI/Comitato Scientifico Centrale; Marina Boido, Alessandro Vercelli – Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi, Università degli Studi di Torino; Ilaria De March, Felix Windegger, Christoph Kircher – Center for Advanced Studies, Eurac Research, Bolzano; Gabriella Graziani – Dipartimento di Chimica, materiali e Ingegneria Chimica “Giulio Natta”, Politecnico di Milano; Qing Li – Immunologo e presidente della Società Giapponese di medicina forestale, Università degli Studi di Tokyo.

Marzia Migliora “Paradossi dell’abbondanza #61 (La rivoluzione del tempo profondo)”, 2024. © Collezione privata, Courtesy dell’artista e Galleria Lia Rumma, Milano/Napoli
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