Nel continente nordamericano gli ornitologi si sono chiesti se l’aumento delle temperature e i cambiamenti delle precipitazioni nell’America nord-occidentale possano portare a un’espansione di specie legate agli ambienti caldi e aridi.
È il caso della civetta delle tane (Athene cunicularia), la cui distribuzione si lega agli habitat delle praterie aperte e delle savane del Nord e Sud America. Secondo lo studio “The owls are coming: positive effects of climate change in Northern ecosystems depend on grassland protection”, condotto da Lilian P. Sales e Lael Parrot, pubblicato su Science of The Total Environment, questa specie potrebbe espandere la sua distribuzione geografica da 3 a 10 volte verso le latitudini settentrionali, soprattutto in scenari di forte innalzamento delle temperature.
L’abitudine di questa specie a nidificare sotto terra è un adattamento agli ambienti erbosi senza alberi, dove la civetta delle tane è solita utilizzare buchi scavati da altre specie, come cani della prateria e tassi.
Dopo il corteggiamento, le tane sotterranee vengono rivestite con materiali morbidi quali piante essiccate, piume e persino sterco di mucca. Si pensa che tali sostanze regolino l’umidità e la temperatura della tana, oltre a mascherare l’odore della nidiata proteggendola da potenziali predatori terrestri.
La futura distribuzione della civetta delle tane, però, non dipenderà soltanto dal cambiamento climatico ma, piuttosto, dall’influenza dell’uomo sulle praterie. Il timore dei ricercatori, infatti, riguarda il futuro sfruttamento di questi habitat poco tutelati. Quasi la metà degli ambienti idonei (fino a 53.593 kmq) potrebbe nel prossimo futuro essere convertita all’agricoltura e ad altri utilizzi del territorio da parte dell’uomo, impedendo così l’insediamento e la riproduzione di popolazioni ornitiche.
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