Gli amanti della musica lo sapranno, ma la premessa è doverosa: cosa sono gli intervalli musicali consonanti?
Semplificando molto il concetto, si può dire che l’armonia della musica ha alla sua base il concetto di consonanza – “suonare insieme”. Sono definiti “consonanti” gli intervalli di ottava giusta, quinta giusta, terza maggiore e terza minore. Una nota, infatti, produce delle vibrazioni a frequenza alta (armonici). I primi armonici (quelli più udibili) sono proprio l’ottava, la quinta giusta e la terza maggiore.
Ma l’affinità fra le note è determinata più che dalle leggi dell’acustica, dall’interpretazione che noi diamo di determinati suoni, che conosciamo e che siamo abituati ad ascoltare.
In questo, noi e gli animali mostriamo la stessa sensibilità. Come può essere?
Uno studio dimostra la radice biologica della preferenza di umani e animali per i suoni consonanti, che sono alla base dei “segnali sociali”.
I ricercatori del Dipartimento di Scienze della vita dell’Università degli Studi di Trieste, in collaborazione con la Sapienza Università di Roma, hanno scoperto che la preferenza delle specie animali, uomo compreso, per i suoni consonanti abbia una radice biologica e non dipenda solo dalla cultura e dall’esperienza musicale.
«Ricerche precedenti dell’Università degli Studi di Trieste già avevano condotto alla scoperta della preferenza dei pulcini, come di altre specie, per i cosiddetti intervalli musicali consonanti. Questi ultimi, infatti, sono quelli che più assomigliano al suono prodotto dagli esseri viventi, mentre quelli dissonanti richiamano la minor armonia dei suoni ambientali» spiega Andrea Ravignani, professore ordinario di psicologia generale presso il Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza Università di Roma.
«Gli intervalli musicali consonanti vengono prodotti in segnali sociali di tipo acustico».
La ricerca è stata condotta su centotrenta pulcini implumi; una volta schiusi, i pulcini – che non necessitano di alcuna cura parentale, né per sviluppare il repertorio vocale né per deambulare – sono stati allevati per quattro giorni, a coppie, in gabbie rettangolari a temperatura ambiente controllata.
Per ogni pulcino sono stati registrati in arene insonorizzate i diversi richiami, che fanno parte di un complesso codice vocale che i pulcini sviluppano dalla schiusa all’età adulta, per comunicare i loro bisogni agli altri conspecifici e per esprimere la natura positiva o negativa di una situazione che stanno vivendo.
Analizzati i picchi minimi e massimi delle frequenze fondamentali e calcolatone il rapporto, lo studio ha rivelato una prevalenza di consonanza perfetta in tutti i tipi di richiamo, a conferma dell’idea che i suoni consonanti siano intrinsecamente presenti nella comunicazione animale.
Lo studio “Chicks produce consonant, sometimes jazzy, sounds” è stato pubblicato su Biology Letters.
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