“Soprattutto un’opportunità”. È la risposta dell’86% degli italiani alla domanda su cosa rappresenti per loro la transizione ecologica, pilastro del Piano nazionale di ripresa e resilienza – PNRR (scarica qui il documento completo).
Un’opportunità assolutamente da non perdere. Perché riduce i rischi climatici e ambientali, consente di sviluppare investimenti, innovazione e nuova occupazione, ma anche perché, se il processo si arenasse, significherebbe versare “lacrime e sangue” per i costi elevati causati dai danni che già si vedono e che sono destinati ad aumentare nel corso degli anni.
Lo dice un recente sondaggio realizzato da Ipsos per conto della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile e Italian Exhibition Group-Ecomondo in vista della decima edizione degli Stati generali della Green economy che si terranno a Rimini il 26-27 ottobre nell’ ambito di Ecomondo Key Energy.
L’indagine, dal titolo “Percezione, costi e benefici della transizione ecologica”, dice che per 8 italiani su 10 (79%) basterebbe solo ritardarne l’attuazione per dover fronteggiare l’aggravamento della crisi climatica, con eventi atmosferici estremi sempre più frequenti, risorse naturali sempre più scarse e un Pianeta sempre meno vivibile. Per 3 italiani su 4 (75%) si tratta di un cambiamento necessario e urgente dell’economia e della società, mentre solo il 18% la ritiene un cambiamento necessario, ma non prioritario e il 6% una moda alimentata dai media.
Tra le misure ritenute indispensabili per attuare la transizione ecologica ci sono: fermare il consumo di suolo (55%), ridurre lo spreco dell’acqua (54%), ridurre l’inquinamento di fiumi e mari (52%), la riduzione dei gas serra (50%), l’aumento del riciclo dei rifiuti (50%).
La meno apprezzata è disincentivare l’uso dell’auto a favore del trasporto pubblico (38%)
Per la maggioranza degli italiani (65%) si tratta di un modello di sviluppo basato sul miglioramento del benessere umano e dell’equità sociale, modello che riguarda l’economia e le imprese, ma anche la vita quotidiana dei cittadini, più che lo stato e la politica.
Mancano dieci anni al 2030, anno in cui dovrebbero essere raggiunti gli SDGs (Sustainable Development Goals) delle nazioni Unite e il precipitare della situazione ambientale ci dice che stiamo per raggiungere il punto di non ritorno e che rimane poco tempo per invertire la rotta. Oggi la società civile, forse più della politica, è consapevole dell’importanza della sfida che la aspetta, per il Pianeta e per le future generazioni.
SEMPRE INFORMATI!
Per rimanere aggiornato su tutte le news sulla Natura, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter di rivistanatura.com
Basta inserire l’indirizzo e-mail nell’apposito modulo qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscriviti”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di Natura! È gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com






