Un’importante notizia arriva per quanto riguarda la protezione degli uccelli in Italia: cresce la rete delle aree IBA (Important Birds Areas).
Infatti, al termine di un lavoro molto impegnativo durato alcuni anni, la LIPU ha messo a punto il nuovo inventario delle IBA italiane, ovvero quelle aree che rivestono un ruolo chiave per la protezione e la conservazione degli uccelli e dei loro habitat nel nostro Paese.
Il nuovo elenco
Il nuovo inventario conta 249 siti, per circa 9,3 milioni di ettari (7 milioni terrestri e 2,5 milioni marini), contro le 172 IBA (+30,92%) e i 6,9 milioni di ettari (+25,80%) del precedente inventario del 2002.
Lo studio è stato trasmesso a Cambridge per l’approvazione finale di BirdLife International. A quel punto cominceranno le azioni per garantire il recepimento amministrativo delle aree e la relativa protezione a livello Comunitario e poi a caduta a livello nazionale.

Limicoli. foto fotoblend/Pixaby
Nel solco della strategia sulla biodiversità al 2030
Va ricordato, infatti, che questo lavoro che ha visto gli uccelli come indicatori della qualità degli habitat, seppur portato avanti da associazioni indipendenti, è stato riconosciuto ufficialmente dalla UE come uno dei riferimenti per lo sviluppo della Rete Natura 2000 (Direttiva Habitat).
In tal senso, la novità più importante è l’incrocio con la Strategia sulla Biodiversità al 2030, che prevede di portare il territorio nazionale protetto ad almeno il 30% e che potrà/dovrà coinvolgere appunto anche le IBA.
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