Mike White è il creatore della serie televisiva statunitense The White Lotus per l’emittente televisiva HBO. La terza stagione della serie è ambientata sull’isola thailandese di Koh Samui, dove il regista ha potuto constatare gli abusi sulle scimmie.
«Ho appena terminato le riprese della terza stagione di The White Lotus a Samui. È un posto meraviglioso, ma sono rimasto scioccato nell’apprendere dai miei amici della PETA che lì e altrove in Thailandia le scimmie sono costrette a lavorare per l’industria del cocco» scrive White in una lettera pubblica al Primo Ministro Paetongtarn Shinawatra.
White chiede al primo ministro della Thailandia di porre fine al lavoro forzato delle scimmie, documentato da filmati mai visti prima all’interno delle “scuole” dove i cuccioli di macachi coda di porco, animali in via di estinzione, vengono sottratti dalle loro madri, incatenati per anni e resi folli da una reclusione senza fine, tutto questo per poter essere addestrati con la forza a raccogliere noci di cocco.
«Vi esorto a porre fine a questo sfruttamento dei nostri compagni primati e ad assicurare che l’intera industria del cocco thailandese passi a metodi di raccolta umani che non si basino sul lavoro forzato delle scimmie» scrive White nell’appello al Primo Ministro.
Le indagini della PETA Asia
I filmati realizzati dall’associazione animalista Peta hanno documentato che le scimmiette – rapite dalle loro famiglie in natura o allevate in loco e sottratte alle loro madri quando avevano appena 3 mesi di vita – vengono legate con corde e catene corte, tenute in aree allagate o disseminate di spazzatura, senza riparo dalle condizioni meteorologiche estreme, inoltre private di conforto, arricchimento o socializzazione adeguata. Molte di loro erano legate a minuscole gabbie in cui la loro pelle era irritata dalle sbarre di metallo. Le scimmie camminavano avanti e indietro in modo nevrotico e alcune correvano freneticamente mentre erano legate alle catene, soffocandosi ripetutamente con i loro collari.
«Queste cosiddette “scuole”, che addestrano le scimmie neonate a raccogliere le noci di cocco, imbrogliano anche i turisti ignari nel sostenere un’industria in cui le scimmie neonate vengono strappate alle loro madri, incatenate e private di tutto ciò che è naturale e importante per loro» afferma la Vicepresidente per l’Europa della Peta Mimi Bekhechi.
Boicottare il cocco thailandese
La Peta ricorda ai consumatori di evitare i prodotti di cocco proveniente dalla Thailandia e di assicurarsi invece che arrivano solo da Paesi in cui non viene utilizzata la manodopera delle scimmie, tra cui India, Indonesia e Filippine. Stiamo anche esortando il governo thailandese a chiudere queste scuole di addestramento violente”.
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