Nei paesaggi fragili del Mediterraneo arido, dove il riscaldamento globale si aggiunge a vulnerabilità sociali ed economiche, la perdita di suolo e la desertificazione rappresentano una minaccia che toccherà milioni di persone nel giro di pochi anni.
Per rispondere a questa emergenza è stato creato SALAM-MED – Sustainable Approaches to LAnd and water Management in MEditerranean Drylands, un progetto coordinato dal Centro di Ricerca sulla Desertificazione dell’Università di Sassari che coinvolge quindici partner provenienti da otto Paesi mediterranei. Tra questi ci sono università, organizzazioni non governative, piccole e medie imprese e organismi internazionali. L’obiettivo è ripristinare territori degradati e favorire la resilienza delle comunità locali.
Multiforme intreccio di culture
Per affrontare i problemi di questo tipo, è necessario combinare valutazioni ecologiche “dall’alto” con processi di apprendimento sociale costruiti, invece, “dal basso”. Si generano così opportunità, anche economiche, per le comunità locali. Sul lungo periodo, conservare la fertilità del suolo e gestire con intelligenza l’acqua dolce sono le strategie più efficaci non solo per la sostenibilità ambientale, ma anche per favorire stabilità sociale.
Il Mediterraneo è un multiforme intreccio di culture, habitat e microclimi diversi. Proprio per questo motivo non è possibile applicare soluzioni uniche: ogni intervento deve essere calibrato sulle specificità locali per prevenire conflitti sociali e ulteriori problemi ambientali.
Il percorso di ricerca di SALAM-MED si articola lungo quattro assi fondamentali.
- Il primo è rappresentato dall’approccio dei Living Labs, sei laboratori viventi dislocati in aree a forte rischio di degrado del suolo – in Italia, Spagna, Grecia, Marocco, Egitto e Tunisia – dove le comunità locali partecipano attivamente ai processi di creazione delle soluzioni.
- Il secondo asse riguarda la sperimentazione di opportunità imprenditoriali legate alla gestione sostenibile della terra e dell’acqua.
- Il terzo elemento chiave consiste nella ricerca scientifica applicata al miglioramento di tecnologie già esistenti, per colmare le lacune nella comprensione dei processi che causano il degrado del suolo.
- Infine, il quarto pilastro del progetto si concentra sulla diffusione e scalabilità dei risultati, affinché le soluzioni possano essere adattate e replicate in contesti simili.
Attenzione a donne e giovani
Il progetto punta molto sul coinvolgimento diretto delle comunità locali, con un’attenzione particolare a donne e giovani, che spesso restano ai margini delle decisioni. Vuole anche creare nuove occasioni per investimenti e sviluppo imprenditoriale, legati a una gestione più intelligente e sostenibile della terra e dell’acqua. In pratica, cerca di trasformare problemi ambientali in opportunità di crescita, equa e duratura.
In un momento in cui le crisi ambientali e sociali sono sempre più connesse, SALAM-MED prova a essere un esempio positivo: un progetto che mette insieme scienza, innovazione e partecipazione per costruire un futuro più sostenibile nelle aree più fragili del Mediterraneo. Senza dimenticare gli aspetti sociali del mondo moderno, sempre più interconnessi con le lotte per l’ambiente che combattiamo ogni giorno.
Per saperne di più: www.salam-med.org
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