I siti Natura 2000 costituiscono la più grande rete coordinata di aree protette al mondo, pilastro delle strategie europee per la conservazione della biodiversità istituito dalla Direttiva Habitat (92/43/CEE).
Uno studio coordinato dall’Università di Bologna e dall’Università dell’Aquila, che ha coinvolto 42 esperti di 17 Paesi, ha valutato la rappresentatività della Rete Natura 2000 per la flora vascolare nativa e prioritaria europea.
È emerso che quasi il 90% della flora vascolare nativa dell’UE è presente almeno una volta all’interno dei siti Natura 2000: un risultato che conferma il ruolo centrale della Rete nella protezione della biodiversità.
Come e dove espandere le aree protette
Coordinato dal professor Alessandro Chiarucci, del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Università di Bologna, e dal dottor Michele di Musciano dell’Università dell’Aquila, il progetto offre indicazioni preziose per l’espansione futura di Natura 2000: «Per arrivare ad avere una politica di conservazione della biodiversità scientificamente solida è necessario utilizzare risultati come quelli di questo studio per decidere come e dove espandere la rete di aree protette» commenta il professor Chiarucci.
Attualmente, Natura 2000 comprende oltre 27.000 siti in tutti gli Stati membri dell’UE, coprendo quasi un quinto della superficie terrestre del Continente e circa un decimo delle sue zone marittime: un’estensione paragonabile alla somma delle superfici di Spagna e Italia.
I siti Natura 2000 sono ricchi di biodiversità
Lo studio ha analizzato 9.252 specie di piante native, confrontando la presenza delle specie all’interno e all’esterno dei siti della Rete.
I risultati evidenziano che i siti Natura 2000 ospitano una maggiore ricchezza di specie rispetto a territori di pari dimensione non protetti, confermando l’efficacia della Rete nella conservazione della biodiversità. Tuttavia, la rappresentatività locale varia notevolmente: in alcune aree, come la regione boreale della Lituania, è risultata nulla, mentre in altre – per esempio nella regione alpina della Croazia – raggiunge il 98%.
Il gruppo di ricerca BIOME Lab del Dipartimento di Scienze Biologiche, Geologiche e Ambientali dell’Alma Mater, che ha contribuito attivamente alla ricerca, conferma così il proprio ruolo di leadership negli studi sulla biodiversità a scala nazionale ed europea.
Lo studio “Representativeness of the Natura 2000 network for preserving plant biodiversity in the European Union” è stato pubblicato su Conservation Biology.
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