È l’ultima provocazione di Thomas Piketty, l’economista francese professore alla Paris School of Economics e alla London School of Economics che con i sui libri Capitale nel XXI secolo e Prosperità senza crescita è diventato un fenomeno planetario, perché unica e originale voce fuori dal coro nel mondo dell’economia.
Ora, assieme al collega “economista ecologico” Tim Jackson, ha scritto una lettera aperta al giornale The Guardian, con la quale invita gli investitori ad abbandonare un settore economico, quello dei combustibili fossili, che “fa a pugni” con la realtà la realtà fisica del Pianeta.
L’appello di Piketty
L’economista francese sostiene che il vertice COP21 sui cambiamenti climatici offre un’opportunità decisiva per allontanare gli investimenti dal settore dei combustibili sporchi, che mettono a repentaglio la salute pubblica.
“In un momento in cui l’industria dei combustibili fossili dovrebbe spostare il suo obiettivo di business sulle fonti rinnovabili, sta invece facendo l’opposto, raddoppiando sul carbone, il petrolio e il gas. I capitali continuano a confluire alla ricerca di nuovi giacimenti per future estrazioni di combustibile sporco. Gli investitori a lungo termine dovrebbero tenere conto delle ricadute esterne di un modello di business che non tiene conto della realtà fisica del nostro Pianeta.
Questo è un momento unico e decisivo nella storia. La scienza, l’etica e l’economia si uniscono sinergicamente nel dare un segnale al mercato: avviandoci a COP21 gli investitori responsabili dovrebbero abbandonare i combustibili fossili”.
Nella loro lettera a The Guardian, Piketty e Jackson evidenziano che il movimento di disinvestimento ha finora convinto più di 400 istituzioni economiche e 2.000 azionisti individuali, per un controvalore di 2.500 miliardi di euro tolti al mercato delle compagnie petrolifere ed estrattive. Questi cambiamenti di orientamento politico ed economico rispecchiano la drammatica presa di consapevolezza culturale: il problema dei cambiamenti climatici è diventato una preoccupazione sociale primaria.
E, nel frattempo, le fonti energetiche carbon free stanno diventando competitive dal punto di vista dei costi con quelle fossili.
Non tutti sono d’accordo
La lettera di Piketty segue di pochi giorni la sua proposta di mettere una tassa sui biglietti aerei per raccogliere fondi per i Paesi che più soffrono per i danni causati dai cambiamenti climatici, come siccità, innalzamento del livello degli oceani, alluvioni.
E se alcuni hanno entusiasticamente abbracciato l’appello al disinvestimento, primi fra tutti le Nazioni Unite e il premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz, altri investitori, come Bill Gates, hanno criticato il movimento tacciandolo come “pretestuoso e inefficace”.
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