Le attività di ricerca nelle regioni artiche e subartiche sono fondamentali per prevedere gli impatti globali della crisi climatica e supportare decisioni politiche, ambientali ed economiche basate su dati scientifici affidabili.
Ma c’è una sfida nella sfida: come svolgere attività di ricerca in ecosistemi estremamente fragili senza contribuire ulteriormente al loro degrado?
Per rispondere a questa domanda nasce SUSTAIN-ARCTIC – Advancing Climate-Neutral Research in the Arctic and Sub-Arctic Regions, un progetto finanziato dall’Unione europea con 5,6 milioni di euro, che sarà coordinato per i prossimi tre anni dal Politecnico di Torino alla guida di un consorzio internazionale composto da 11 istituzioni di 6 Paesi: Italia, Norvegia, Danimarca, Finlandia, Polonia e Francia.
L’Artico è al centro di trasformazioni ambientali, economiche e strategiche
L’Artico è una delle aree del pianeta in cui gli effetti del cambiamento climatico si manifestano con maggiore rapidità e intensità. L’obiettivo è ambizioso: sviluppare, testare e diffondere soluzioni capaci di rendere climaticamente neutre le attività di ricerca nelle regioni artiche e subartiche, riducendo in modo significativo l’impatto ambientale delle infrastrutture scientifiche.
L’approccio di SUSTAIN-ARCTIC si fonda su tre direttrici principali: logistica sostenibile, ottimizzazione delle operazioni scientifiche sul campo e digitalizzazione delle attività di ricerca.
Oggi molte basi di ricerca presenti nell’Artico dipendono dal trasporto di grandi quantità di carburante necessario ad alimentare generatori diesel, con costi ambientali e logistici elevati. Il progetto europeo intende superare questo modello attraverso un approccio integrato che combina produzione locale di energia rinnovabile, sistemi avanzati di accumulo, gestione intelligente delle risorse e strumenti digitali in grado di ridurre la necessità di spostamenti e permanenze sul campo.
SUSTAIN-ARCTIC lavorerà in particolare su due installazioni dimostrative, una nelle isole Svalbard, in Norvegia, e una in Finlandia, dove verranno sviluppati sistemi energetici basati su fonti rinnovabili locali – fotovoltaico ed eolico – capaci di garantire l’approvvigionamento energetico delle basi durante tutto l’anno. Le nuove infrastrutture saranno inoltre progettate per valorizzare il recupero di rifiuti e acque reflue, e per consentire un numero crescente di operazioni da remoto grazie a connessioni digitali avanzate.
La leadership del Politecnico di Torino in un progetto strategico
«Nelle nostre attività di ricerca, portiamo il Politecnico ad essere al centro di una prima esperienza di sostenibilità e decarbonizzazione nelle strutture di ricerca scientifica che operano nell’area Artica. Ma penso che questo sia solo il primo passo, anche piccolo in un contesto di ricerca che è appunto molto più ampio. […] Penso che come ateneo tecnico/scientifico potremmo avere molte opportunità per dare un contributo di tecnologico avanzata alla lunga e gloriosa tradizione di studi artici in cui l’Italia è stata ed è tutt’ora molto attiva» commenta Massimo Santarelli, docente del Dipartimento Energia – DENERG del Politecnico di Torino alla guida del progetto.
La leadership del Politecnico di Torino in un progetto strategico per il futuro della ricerca polare nasce dall’esperienza maturata nel coordinamento di grandi programmi europei e, in particolare, dal progetto REMOTE – Remote area Energy supply with Multiple Options for integrated hydrogen-based Technologies. Svolto tra il 2018 e il 2022, REMOTE ha portato alla realizzazione di un innovativo sistema energetico ibrido basato sull’idrogeno nel fiordo di Rye, nel Mare di Norvegia, dimostrando come le energie rinnovabili possano garantire autonomia energetica anche in contesti remoti e caratterizzati da condizioni ambientali estreme.
Tra i partner italiani di SUSTAIN-ARCTIC figura anche l’Istituto di Scienze Polari (CNR-ISP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche, punto di riferimento nazionale per la ricerca nelle regioni polari, che contribuirà con competenze multidisciplinari e tecnologie avanzate per lo studio e la tutela degli ecosistemi artici.
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