A Faenza, nei pressi dello stabilimento di Caviro Extra, si estende l’Oasi delle Cicogne, un parco naturalistico di circa un ettaro dove l’associazione Amici delle Cicogne si prende cura di più di 90 esemplari ogni anno.
La storia dell’Oasi affonda le sue radici negli anni Cinquanta, quando un famoso industriale faentino e un suo collaboratore si cimentarono nell’impresa di reintrodurre la specie ciconia ciconia in Italia, dove ormai si era estinta. Il progetto ha preso piede e, negli anni Duemila, in una porzione di terreno adiacente allo stabilimento faentino del Gruppo Caviro è nata l’Oasi delle Cicogne, gestita dall’associazione di volontariato Amici delle Cicogne.
Oggi la cicogna è una specie protetta e i volontari si prendono cura di più di 90 esemplari ogni anno, di cui 45 stanziali, che non migrano durante l’inverno. L’intervento dei volontari si limita a fornire loro un’alimentazione corretta per agevolare la riproduzione e la crescita dei pulli. Ogni anno, infatti, vengono formati più di 20 nidi, da cui nascono circa 40 pulli che, entro agosto, diventano adulti e prendono il volo.
Nel 2024 due di questi nidi sono stati formati all’interno dello stabilimento di Caviro Extra. Simbolica la foto del nido costruito sopra al serbatoio di stoccaggio della CO2.
Caviro Extra è la società del Gruppo Caviro che ne realizza l’economia circolare, attraverso la valorizzazione dei sottoprodotti della filiera vitivinicola e agroalimentare in prodotti nobili, energie rinnovabili e fertilizzanti naturali. La presenza delle cicogne presso il sito produttivo rappresenta la perfetta armonia tra natura e industria.
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