Un gatto, una civetta e un picchio sono gli eroi di una storia di fantasia con basi storiche e naturalistiche reali. Marco Mastrorilli, nostro storico collaboratore de La Rivista della Natura, e Alessandra Gumiero, autrice di libri per ragazzi, si sono prefissati un obiettivo ambizioso con la pubblicazione del loro libro Il mistero della matita di Hemingway (Argentodorato Editore).
L’opera è pensata per spiegare ai ragazzi delle scuole elementari e medie gli aspetti naturalistici, storici e letterari della Parigi di oggi, facendo un confronto con la metropoli francese degli anni Venti.
Per raggiungere questo intento educativo, gli autori hanno scelto come protagonisti tre animali: una civetta di nome Cherie, un gatto chiamato Gateau, e un picchio rosso maggiore come aiutante, Marteau.
La storia è divertente e risolve un misterioso furto grazie all’abilità di questi tre animali che si muovono in una Parigi tutta da scoprire.
La particolarità della storia è studiata per introdurre i lettori in una dimensione storica e naturalistica inattesa. Non tutti sanno, infatti, che gatto e civetta sono legati da quella che gli etologi chiamano “convergenza evolutiva”. I gatti e le civette, sebbene molto diversi in termini di classificazione, hanno sviluppato caratteristiche morfologiche simili. Pensate alle vibrisse (gli organi tattili) presenti in entrambi, agli occhi centrali, insoliti negli uccelli ma comuni nei rapaci notturni, alle abitudini notturne, all’ottima vista nell’oscurità e agli artigli ricurvi. Ecco le ragioni di queste curiose affinità.
La storia è curiosa e assume contorni da giallo
Nella Parigi degli anni Venti, lo scrittore Ernest Hemingway, che resta sullo sfondo della narrazione, si accinge a concludere il suo libro grazie all’aiuto di una matita magica. La storia che Hemingway racconta al figlio vicino alla finestra attira l’attenzione di un gruppo di gatti, che ogni sera si riuniscono per ascoltarla.
La sera in cui avrebbero dovuto scoprire la fine della storia, Hemingway, soprannominato “l’uomo con i baffi”, confessa all’amico Picasso che la sua matita è scomparsa. Uno dei gatti, Gateau, che ha ascoltato tutto, chiede aiuto alla civetta Cherie, che vive sopra il Moulin Rouge, per ritrovarla.
I due partono alla ricerca della matita magica e attraversano i luoghi emblematici della permanenza parigina di Hemingway e alcuni luoghi naturalistici affascinanti.
Solo leggendo il finale si scoprirà un’incredibile verità.
Il libro è diviso in due sezioni: una riguarda la favola vera e propria, mentre la seconda è didattica e presenta i personaggi della Lost Generation (Picasso, Fitzgerald, Joyce, Hemingway) e i luoghi di Parigi che hanno fatto da scenario alla narrazione.
Una parte molto importante del libro è la natura ed è per questo che è stata creata una sezione naturalistica, che strizza l’occhio agli ornitologi e vuole far luce sulla comunità ornitica parigina.
Quali uccelli popolano la metropoli francese?
Poiché il mistero finale del libro sarà risolto dal picchio rosso maggiore e dalla civetta, protagonisti della storia, nel libro troverete una bella sezione dedicata anche agli animali di Parigi.
Nel libro si trovano interessanti e recenti informazioni scientifiche considerando che è recentissima la pubblicazione dei dati raccolti sul suolo parigino, l’Atlante degli uccelli nidificanti della Grande Parigi (Atlas des oiseaux nicheurs du Grand Paris), monitorato a fondo per verificare le presenze degli uccelli nidificanti.
Le illustrazioni, tra l’altro, sono meravigliose e realizzate dalla valente fumettista genovese Barbara Ferrari.
“Il mistero della matita di Hemingway”
di Marco Mastrorilli e Alessandra Gumiero
Illustrazioni di Barbara Ferrari
64 pagine, 14 Euro
Argentodorato editore
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com






