Gli anfibi sono in assoluto la classe di vertebrati più minacciata di estinzione del pianeta: il 36% delle specie di rane, rospi, salamandre e tritoni oggi esistenti è, in misura differente, in pericolo di estinzione, in massima parte a causa dell’uomo.
L’inquinamento delle acque, l’introduzione di specie aliene invasive, gli effetti del cambiamento climatico in corso, la progressiva riduzione delle zone umide dove questi animali vanno a riprodursi e dove molte specie vivono per tutto l’anno, nonché la trasformazione dell’habitat e relativa frammentazione dovuta all’incessante urbanizzazione, hanno portato a una marcata riduzione delle popolazioni anfibie nella nostra penisola.
Una tale situazione rende necessari e urgenti interventi volti alla salvaguardia delle specie e alla comprensione e mitigazione degli effetti negativi sulle popolazioni causati dall’attività dell’uomo.

Volontario durante un’operazione di salvataggio presso la strada provinciale 78 di Pradellano (Trentino). Ogni anno nei pressi dei siti riproduttivi più consistenti vengono montate delle barriere a bordo strada, in modo da incanalare gli animali e aiutare i volontari nella loro attività di salvataggio (Pieve Tesino, 01/04/2022). © Federica Daldon
In Italia, ma non solo, ci sono diverse iniziative di conservazione attiva, tra cui campagne di salvataggio presso le strade interessate dalla migrazione. Tali infrastrutture, se poste in prossimità di un sito riproduttivo, risultano essere un passaggio obbligato per gli anfibi, interrompendo il percorso della loro migrazione.
Gruppi di volontari sono attivi nell’aiutare questi animali trasportandoli fisicamente da un lato all’altro della strada, evitando cosi che vengano travolti dalle vetture in transito.

Gli anfibi perdono la vita travolti dalle automobili durante lo spostamento verso le zone di riproduzione. Secondo i dati raccolti dall’Associazione per il WWF Trentino nell’anno 2022, dalle strade interessate al fenomeno migratorio in Trentino risultano essere stati spostati dal manto stradale e quindi salvati da un possibile investimento quasi 40.000 anfibi (Pieve Tesino, 01/04/2022). © Federica Daldon
Altri esempi di conservazione attiva riguardano interventi di miglioramento/ripristino degli habitat e monitoraggi delle specie più a rischio da parte delle istituzioni locali ed enti di ricerca.
Fermare il declino degli anfibi a rischio estinzione non è semplice, ma risulta prioritario. Solo un grande impegno da parte di tutti potrà garantire la sopravvivenza delle popolazioni di questi animali, alcune delle quali di grande interesse conservazionistico.

Il WWF attraverso il progetto “Save the Prince” ha attivato gruppi di volontari che operano nei siti interessati da importanti migrazioni di anfibi. In queste località nel periodo tardo invernale-primaverile, quando le temperature non sono troppo rigide gli anfibi si muovono in maniera consistente da e verso le aree di riproduzione quali stagni, laghi e altri specchi d’acqua (Santa Colomba, 01/04/2022). © Federica Daldon
Nella foto in apertura, un esemplare di salamandra pezzata (Salamandra salamandra). Nonostante le abitudini elusive portino la salamandra a prediligere zone e orari solitamente diversi da quelli dell’uomo, può capitare, nelle giornate di pioggia di trovare anche questi anfibi sul manto stradale. Nel maneggiarli sono necessari dei guanti usa e getta in polietilene per non danneggiare la cute degli animali trasportati e impedire il passaggio di eventuali agenti patogeni (Santa Colomba, 31/03/2022).

Ricercatore del MUSE – Museo delle Scienze di Trento in val di Cembra (Trentino) durante un’attività di monitoraggio dell’ulone dal ventre giallo (Bombina variegata), specie fortemente minacciata di estinzione. Il ventre dell’ululone presenta una colorazione caratteristica: una sorta di “impronta digitale”, che permette un riconoscimento individuale dei vari esemplari (Val di Cembra, 09/06/2022). © Federica Daldon
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