In Italia ci sono molti volontari che si occupano della conservazione attiva degli anfibi, tra cui campagne di salvataggio presso le strade interessate dalla migrazione. Questi ostacoli artificiali, se poste in prossimità di un sito riproduttivo, risultano essere un passaggio obbligato per gli anfibi, che muoiono a decine investiti dalle auto. I volontari aiutano questi animali trasportandoli fisicamente da un lato all’altro della strada.
Nella foto in apertura, la cattura degli animali è finalizzata al rilievo delle biometrie (peso e lunghezza) e alla determinazione del sesso; dati utili a valutare la struttura e lo stato di salute delle popolazioni (Val di Cembra, 09/06/2022). © Federica Daldon

Esemplari di rospo comune (Bufo Bufo) raccolti nel tratto stradale in prossimità del Lago di Santa Colomba in provincia di Trento. Durante il periodo della migrazione gli animali si spostano in massa, raccoglierli in secchi di plastica risulta essere il modo più efficiente per un tempestivo salvataggio (Santa Colomba, 30/03/2022). © Federica Daldon

Accoppiamento di due esemplari di rospo comune (Bufo Bufo). Il maschio si aggrappa alla femmina in un abbraccio “ascellare”. La fecondazione è esterna e avviene una volta che la femmina depone in acqua le uova (Santa Colomba, 10/04/2022). © Federica Daldon

Accoppiamento di due esemplari di rana montana (Rana temporaria). Con il cambiamento climatico e la scarsità di piogge, diventa sempre più difficile per questi animali trovare pozze naturali abbastanza ampie e profonde da consentire la schiusa delle uova e la metamorfosi dei girini (Vattaro, 05/04/2022). © Federica Daldon

Attività di monitoraggio dell’ululone dal ventre giallo (Bombina variegata) all’interno di vasche artificiali per la raccolta dell’acqua lungo i terrazzamenti della Val di Cembra, Trentino. Monitorare la distribuzione e lo stato di conservazione delle popolazioni risulta fondamentale per la loro salvaguardia (Val di Cembra, 09/06/2022). © Federica Daldon

Esemplari di salamandra di Aurora (Salamandra atra aurorae), sottospecie endemica delle foreste a cavallo tra l’Altopiano dei Sette Comuni (VI) e la provincia di Trento. Con un areale di distribuzione inferiore a 20 km² risulta essere uno dei vertebrati più rari d’Italia a elevata priorità di conservazione. Questa salamandra è geneticamente e morfologicamente distinta dalla comune salamandra. Dalla sua scoperta alla fine degli anni settanta è diventata preda ambita dei collezionisti e vittima di attività di raccolta illegale (Vezzena, 26/07/2022). © Federica Daldon

Monitoraggio dello stato di conservazione delle popolazioni di salamandra di Aurora nei boschi dell’Altopiano di Vezzena (Trentino) da parte dei ricercatori del MUSE – Museo delle Scienze di Trento. Questa sottospecie è a forte rischio di estinzione a causa della distribuzione estremamente ridotta e per il costante declino del suo habitat, costituito da boschi secolari di faggi e abeti bianchi (Vezzena, 09/06/2022). © Federica Daldon

Il dott. Luca Roner, ricercatore del MUSE, durante un’indagine di campo sulla salamandra di Aurora. Il fragile habitat di questo anfibio è stato colpito dalla devastante tempesta di Vaia del 2018. L’opera di esbosco e di rimozione degli alberi schiantati ha creato un serio problema di conservazione della specie (foto scattata il 09/06/2022). © Federica Daldon

La dott.ssa Maria Chiara Deflorian nei locali del MUSE che ospitano la collezione erpetologica del museo. Le collezioni museali dimostrano nel loro complesso uno stretto legame con il territorio locale e costituiscono un’importante documentazione della diversità zoologica e delle sue variazioni nel tempo (foto scattata il 26/09/2022). © Federica Daldon
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