Lo Storione cobice (Acipenser naccarii), endemico del bacino del Mediterraneo, ha un valore naturalistico davvero inestimabile considerato che si tratta di una specie di interesse comunitario ed è stato valutato dall’Unione Internazionale per la conservazione della Natura (IUCN) come in “pericolo critico”, visto che è a rischio di estinzione. Può essere di certo definito la specie simbolo del fiume Ticino.
Anche quest’anno presso le vasche di allevamento ittico a Isola Mandelli, nel Comune di Cassolnovo, i tecnici del Parco del Ticino hanno completato le consuete operazioni per la riproduzione dello Storione cobice.
Un evento raro, al quale si può assistere solo una volta l’anno. La vita che si rigenera, anche grazie all’uomo, nelle acque basse dei boschi di Cassolnovo. I tecnici del Parco Ticino hanno effettuato la “spremitura” degli storioni, necessaria per consentire la riproduzione in cattività di questi pesci preistorici che negli ultimi anni stanno ripopolando le acque del fiume azzurro.
Le uova da fecondare
La scelta dei riproduttori idonei, la così detta “spremitura” degli esemplari di sesso femminile per ottenere le uova da fecondare, la manipolazione delle migliaia di uova ottenuta, la successiva fase di incubazione e sviluppo, richiedono particolare competenza. Si tratta di operazioni assolutamente incruente per gli animali che, subito dopo la riproduzione, vengono rilasciati in libertà nelle vasche di allevamento.
«Il Parco ha maturato esperienza ormai ventennale nell’allevamento e nella riproduzione di questo prezioso animale e di certo la fase di riproduzione in ambiente controllato può definirsi la fase critica, estremamente complessa e alquanto delicata. Tutte le procedure si ripetono ormai da anni con la supervisione e il supporto scientifico del prof. Oliviero Mordenti, del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Università di Bologna» spiega Francesca Monno, consigliere del Parco del Ticino.
«Le attività condotte dai nostri tecnici sono essenziali non solo per favorire la conservazione di una specie, ma rappresentano anche un momento formativo e di trasferimento di buone pratiche a nuove generazioni di specialisti» aggiunge il Presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni.
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