Più di mille farfalle colorate, ragni pelosi e rospi viscidi invaderanno nel prossimo autunno il Rijksmuseum di Amsterdam. Nella superstizione dei secoli scorsi, queste utili ma inquietanti bestiole erano associate alla morte e al diavolo. Poi, artisti e scienziati, come Albrecht Dürer, Wenzel Jamnitzer, Antoni van Leeuwenhoek e Maria Sibylla Merian, hanno iniziato ad apprezzare la loro bellezza.
La mostra, intitolata Crawly creatures “Creature striscianti”, illustra il ruolo che piccoli animali hanno gradualmente acquisito nell’arte e nella scienza.

“Locupletissimi rerum naturalium thesauri accurata descriptio: Pars 1”, Albertus Seba, Amsterdam 1734. © KB, National library of the Netherlands, The Hague
Opere che arrivano da tutto il mondo
Nella mostra sono esposte opere molto importanti, ottenute in prestito da musei e collezioni private di tutto il mondo, a cominciare dalla particolarissima acquaforte recentemente scoperta nel gabinetto del farmacista e zoologo Albertus Seba, famoso in tutto il mondo, fino alla tragica bellezza della “Testa di Medusa” di Peter Paul Rubens (1617-18 circa).
La mostra “Creature striscianti” sarà visitabile dal 30 settembre 2022 al 15 gennaio 2023 nell’ala Philips del Rijksmuseum.

“Stang-beetle”, Albrecht Dürer 1505. © The J. Paul Getty Museum, Los Angeles
Dall’orrore alla meraviglia
Nelle opere d’arte medievali, serpenti, rospi e lucertole sono spesso una metafora del male e agiscono come complici del diavolo. Questa immagine cambia gradualmente nel XV e nel XVI secolo, quando gli artisti iniziano ad apprezzare l’estetica di queste creature, considerate come esempi della “bellezza della creazione di Dio”. Appaiono dapprima nei margini dei manoscritti medievali, per insinuarsi gradualmente verso il centro della pagina. La prima opera d’arte in cui un insetto è il soggetto principale è il disegno di un cervo volante realizzato da Albrecht Dürer nel 1505 (J. Paul Getty Museum, Los Angeles), che costituisce uno dei pezzi forti della mostra.

“Forest floor still life with insects and amphibians”, Otto Marseus van Schrieck 1662. © Herzog Anton Ulrich-Museum, Braunschweig
Arte e conoscenza
Nel XVI secolo, le creature striscianti diventano apprezzati oggetti da collezione nelle cosiddette wunderkammer, le camere delle meraviglie delle corti europee, per esempio sotto forma di calchi di animali veri.
La mostra espone i calchi più strabilianti insieme ad altre eccezionali opere provenienti dalla wunderkammer dell’imperatore asburgico.
Con il tempo, l’interesse cresce anche tra gli artisti e gli scienziati. Queste creature cominciano a essere allevate, scambiate, studiate, registrate e raccolte nei gabinetti naturalistici. L’invenzione del microscopio darà un forte impulso a questi studi e un mondo completamente nuovo diventa visibile per la prima volta ai ricercatori.

“Rustiques figulines”, attributed to Bernard Palissy c.a. 1550-60. © Louvre, Paris
Preziosa biodiversità
Negli ultimi decenni l’interesse nei confronti delle creature striscianti ha subito una svolta. È aumentata la consapevolezza che questi piccoli animali svolgono funzioni ecologiche cruciali e sono essenziali per ogni forma di vita.
Biglietti
I biglietti saranno acquistabili dalla fine di agosto sul sito web del Rijksmuseum con prenotazione dell’orario d’entrata.
In concomitanza con la mostra ‘Creature striscianti’ si terrà anche quella dal titolo “Clara il rinoceronte”, dedicata al rinoceronte più famoso della storia.

“Branch of Pomelo with Green Banded Urania Moth”, Maria Sibylla Merian. © Royal collection Trust/Her Majesty Queen Elizabeth II 2022
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