• Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
La Rivista della Natura
  • Ogni giorno notizie su Uomo, Ambiente e Pianeta

  • Abbonamenti
  • Autori
  • Pubblicità
  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
  • vai
  • vai
  • Natura
    • Animali, piante e habitat
    • Amici animali
  • Uomo e pianeta
    • Ambiente
    • Società
  • Scienza
  • Cultura
    • Libero pensiero
    • Personaggi
    • Eventi e iniziative
    • Recensioni
    • Edinat
  • Eco Lifestyle
    • Buone pratiche
    • Cibo e benessere
    • Mobilità sostenibile
  • Viaggi e outdoor
    • Italia
    • Mondo
    • Consigli e attrezzature
  • Fotografia
    • Si fa così
    • Fotoemozioni
  • Video
condividi twitta WhatsApp
stai leggendo Dove si coltiva il paesaggio
Prima pagina
Eco Lifestyle
Buone pratiche
Punta Mesco, Assisi, Chianti

Dove si coltiva il paesaggio

Dove si coltiva il paesaggio
Bosco San Francesco. (Foto: Roberto Berti)

Michele Mauri Michele Mauri 3 Mar 2016

Il lavoro nei campi non è finalizzato solo a produrre merce, ma anche a difendere il territorio e la biodiversità. Lo sanno bene al Laboratorio per il Paesaggio ed i Beni Culturali (CultLab) dell’Università di Firenze, dove si stanno occupando di alcuni progetti di restauro del paesaggio rurale con l’obiettivo di indicare una direzione. Di più, una strategia.
Il primo di questi progetti investe Punta Mesco (Parco delle Cinque Terre, Liguria): un luogo incantato che separa l’insenatura di Levanto da quella di Monterosso. È in quest’area che il FAI – Fondo Ambiente Italiano sta giocando una delle sue ultime sfide. Dopo avere ricevuto in donazione 45 ettari di terreno comprendente tre fabbricati rurali, alcuni terrazzamenti un tempo coltivati con viti e olivi e una vasta fascia di macchia mediterranea, ha avviato un progetto per insediare una nuova attività agrituristica. È stata già eseguita una prima pulizia dell’area, che era stata invasa dalla vegetazione infestante, sono stati ripristinati buona parte dei muretti a secco, piantati nuovi ulivi ed è in corso il recupero degli edifici. A conclusione dei lavori – il primo lotto si chiuderà questa primavera – si insedieranno un’impresa agricola e un’attività ricettiva, improntate alla sostenibilità economica e ambientale.
Il FAI è protagonista anche al Bosco di San Francesco, ad Assisi (Umbria). Si tratta di un’area in cui sono storicamente presenti le influenze di due importanti ordini religiosi: i Francescani e i Benedettini. Il primo tratto di bosco, delimitato da un alto muro di cinta, è di proprietà del Sacro Convento ed è denominato la “Selva di San Francesco”. Il secondo tratto, caratterizzato da cedui invecchiati di carpino nero, roverella e orniello è di proprietà del Fondo Ambiente Italiano. Il piano di gestione, curato dalla Fondazione presieduta da Andrea Carandini e dal CultLab, mira al recupero del pascolo arborato, del bosco da pascolo e delle colture promiscue, elementi caratteristici del paesaggio rurale storico locale.
Lamole, una frazione di Greve in Chianti (Toscana), presenta invece un paesaggio caratterizzato da terrazzamenti su cui si coltivano vite e olivo. Fino agli anni ‘60 il paesaggio era caratterizzato da colture promiscue su terrazzamenti, ma con la diffusione della coltura specializzata della vite negli molti terrazzamenti furono eliminati per far posto a vigneti maggiormente meccanizzabili e meno onerosi. Con il passare degli anni, però, ci si è resi conto che la qualità del vino non era la stessa rispetto a quello di un tempo. Studi appositi sono arrivati alla conclusione che il motivo era da ricercarsi proprio nella eliminazione dei terrazzamenti. In particolare, i filari dei moderni vigneti erano disposti ortogonalmente rispetto ai precedenti e quindi ricevevano i raggi del sole in modo completamente diverso. Inoltre le pietre dei terrazzamenti accumulavano il calore durante il giorno, per poi cederlo la notte ai grappoli, favorendone una maturazione particolarmente adatta per la vinificazione. Infine, le opere di gestione idrica associate ai gradoni, evitavano l’erosione superficiale. Per questi motivi sono stati restaurati per opera di un produttore locale, circa sei ettari di vecchi terrazzamenti, pari a sette chilometri di muri restaurati o ricostruiti, su cui oggi si produce di nuovo vino di alta qualità.

Potrebbe interessarti:

A Punta Mesco il Fai coltiva l’amore per la terra

A Punta Mesco il Fai coltiva l’amore per la terra

Paesaggio africano

Paesaggio africano

Bergamo raduna i maestri del paesaggio

Bergamo raduna i maestri del paesaggio

  • vai
  • vai
La Rivista della Natura
Sezioni
  • Natura
  • Uomo e pianeta
  • Scienza
  • Cultura
  • Eco Lifestyle
  • Viaggi e outdoor
  • Fotografia
  • Natura TV
  • Autori
Contatti
  • Redazione
  • Pubblicità
  • Publiredazionali
  • Abbonamenti
  • Diventa autore
Seguici
  • Facebook
  • Youtube
  • Vimeo
  • Instagram

© 2014 – 2026 Edinat - Edizioni di Natura - Milano · P.I./C.F. 02938530132

  • Dichiarazione sulla Privacy (UE)
Gestisci Consenso Cookie
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici. L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.
  • Gestisci opzioni
  • Gestisci servizi
  • Gestisci {vendor_count} fornitori
  • Per saperne di più su questi scopi
Visualizza le preferenze
  • {title}
  • {title}
  • {title}