Il Gruppo Caviro, cooperativa vitivinicola che conta ben 26 cantine socie, ha come obiettivo principale la valorizzazione delle uve dei propri soci, non solo attraverso la vinificazione, ma anche attraverso il recupero e la rigenerazione degli scarti che ne derivano.
Dalle oltre 660mila tonnellate di uva lavorate dai soci del Gruppo e non solo, derivano i sottoprodotti della vinificazione. Ed è qui che entra in gioco Caviro Extra, controllata del Gruppo Caviro, che ritira le vinacce e le fecce dando valore ai sottoprodotti e restituendo all’ambiente una ricchezza che proviene dalla terra stessa.
Ogni anno Caviro Extra gestisce e valorizza fino a 100mila tonnellate di vinaccia e 40mila tonnellate di feccia. Dalla lavorazione di questi sottoprodotti ottiene alcol di seconda generazione, vinaccioli, enocianina e acido tartarico naturale.
Dai sottoprodotti della filiera vinicola e agroalimentare, Caviro Extra ricava così nuove risorse e prodotti nobili: è il superamento del concetto di “scarto”.
Ciò che rimane, come vinaccia esausta e borlanda, e gli scarti vegetali vengono ulteriormente processati per ottenere energia da fonti rinnovabili e fertilizzanti naturali.
In questo modo si realizza il modello di economia circolare del Gruppo, dove tutto parte dalla terra e torna alla terra.
Nei mesi autunnali, il piazzale dedicato alla raccolta della vinaccia, che copre un’area di quasi 10.000 m2, si riempie sempre di più e, contestualmente, iniziano le lavorazioni per estrarre prodotti nobili ad alto valore aggiunto.
Scopri di più sul sito: www.caviroextra.it
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