Ad aprire il numero di settembre de La Rivista della Natura è un bell’articolo dedicato alla speleologia triestina, della quale raccontiamo l’epopea partendo dalle recenti scoperte effettuate dalla Società Adriatica di Speleologia nella grotta Luftlock.
È un’incontenibile voglia di scoperta quella che spinge ostinatamente gli speleologi a infilarsi attraverso i più reconditi e complicati cunicoli sotto terra per raggiungere l’ignoto. Prova ne sia che ci sono voluti ben 23 anni di campagne di ricerche prima che si arrivasse al fondo della grotta Luftloch (letteralmente “la grotta che respira”), il profondo abisso sotto la superficie del Carso triestino dove, a –300 metri sotto terra, scorre il misterioso Timavo. Il ricco racconto della scoperta è firmato dal giornalista e scrittore Pietro Spirito, che ci accompagna agli albori della ricerca nel sottosuolo.

© Effetto Blocher
L’articolo successivo è dedicato a un altro fiume, il Mekong. Il famoso corso d’acqua che attraversa l’Asia è oggetto di una ricerca che evidenzia uno stato di salute piuttosto critico. Il progetto internazionale Wonders of the Mekong vede coinvolta anche l’Italia, attraverso uno studio sulla plastisfera… Scoprite di cosa si tratta attraverso il racconto di Francesco Tomasinelli.
Bolivia, Parco nazionale di Madidi. Valeria Barbi ci racconta le problematiche di un’area che dai 200 si spinge fino ai 6.000 metri slm e che ospita un’incredibile quantità di specie animali e vegetali. Valeria intervista il ranger Marcos Uzquiano, ex direttore del Parco che afferma: «L’uomo è l’unico animale a farmi paura». Le ragioni sono tante: bracconaggio, coltivazione di coca, estrazione mineraria sono problemi quotidiani. Ma c’è una speranza crescente, si chiama ecoturismo.
La bellezza è protagonista del BioPhotoContest, la competizione fotografica dedicata ai biotopi della Terra. I sei fotografi finalisti ci raccontano i backstage dei loro scatti, portandoci in giro per il mondo. I vincitori di categoria quest’anno sono il tedesco Florian Smit (Composizione e Forme), il russo Sergey Gorshkov (Mammiferi), l’italiano Gabriele Bano (Piante & Funghi), il cinese Minghui Yuan (Altri animali), il norvegese Arnfinn Johansen (Uccelli) e il cileno Francisco Negroni (Paesaggi). La proclamazione del vincitore assoluto avverrà durante BioPhotoFestival, la tre giorni che si svolgerà il primo weekend di ottobre a Maniago, durante la quale gli appassionati di natura e fotografia possono confrontarsi e condividere saperi ed esperienze.

Dall’alto a sinistra, in senso orario: Florian Smit “Destructive beauty”; Gabriele Bano “From below”; Minghui Yuan “Snake in the rock”; Francisco Negroni
“Calbuco volcano eruption in 2015”; Arnfinn Johansen “Arctic tern”; Sergey Gorshkov “Silhouette of a hyena in the rain”. © BioPhotoContest
Infine, con Michele Mauri affrontiamo il secondo capitolo dedicato alle energie verdi: dopo l’idroelettrico, tocca all’idrogeno. Se ne parla da decenni… ora forse è giunto il suo momento.
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