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stai leggendo Il falso mito della plastica biodegradabile
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Natura
Animali, piante e habitat
inquinamento marino

Il falso mito della plastica biodegradabile

Il falso mito della plastica biodegradabile

Redazione Redazione 25 Mag 2016

La popolarità della bioplastica, ovvero la plastica ricavata da materie prime rinnovabili e biodegradabili, ha conosciuto un forte aumento nel corso degli ultimi anni. Merito anche della convinzione che fosse una scelta più eco rispetto ai polimeri tradizionali.
Ma pare non essere così. A mettere in dubbio la reale impronta ecologica della bioplastica è Jacqueline McGlade, a capo del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente.
La scienziata anglo-canadese, in un’intervista rilasciata al quotidiano britannico Guardian, ha messo in guardia sul reale impatto che bottiglie e sacchetti in bioplastica hanno sull’ambiente marino.
“Molta plastica oggi viene etichettata come biodegradabile – ha spiegato la McGlade -. Tuttavia, in pochi sanno che questi sacchetti, per potersi effettivamente decomporre, devono essere esposti a una temperatura di 50 gradi Celsius. Le acque dell’oceano non raggiungono queste temperature, tanto più che la plastica biodegradabile non è galleggiante, ma va a fondo. Ciò significa che non sarà nemmeno esposta ai raggi solari diretti, che potrebbero favorirne lo scioglimento”.

© riproduzione riservata
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com

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