La nuova frontiera della geofisica è studiare e comprendere i meccanismi di rilascio nell’atmosfera delle emissioni provenienti dall’attività geodinamica del pianeta, per valutare quanto esse contribuiscano al bilancio globale dei gas serra.
Le interazioni tra i diversi fluidi naturali – sorgenti termali, emissioni di CO2, di metano e di altri gas – e la sismotettonica dell’Italia sono stati illustrati nello studio ‘The seismotectonic significance of geofluids in Italy’ appena pubblicato sulla rivista Frontiers in Earth Sciences.
Paola Vannoli, ricercatrice della Sezione Roma 1 dell’INGV, spiega che «analizzando gas serra come il metano e l’anidride carbonica, indaghiamo quali sono i contesti geologici e tettonici che ne consentono la fuoriuscita dal suolo e la liberazione in atmosfera».
L’indagine è stata condotta su scala nazionale e può contribuire alla quantificazione delle emissioni di gas serra.
La relazione con i terremoti
La ricerca affronta anche la comprensione, su scala locale, dei processi tettonici che danno luogo a forti terremoti.
«Di solito questo tipo di studi vengono svolti su scala mondiale o, all’opposto, con grande dettaglio. Noi, invece, abbiamo indagato questi fenomeni su una scala intermedia ovvero a livello nazionale» continua Paola Vannoli.
«In Italia coesistono numerosi processi geodinamici assai diversi tra loro: disponiamo di più di un secolo di dati relativi alle acque termali; siamo una delle aree con il più alto rilascio al mondo di anidride carbonica e metano.
I risultati della nostra ricerca indicano che le sorgenti termali e le emissioni di anidride carbonica sono decisamente prevalenti nelle aree vulcaniche in prossimità della costa tirrenica della Toscana, del Lazio e della Campania, dove la crosta subisce uno stiramento e un assottigliamento. Nei pochi casi in cui questi geofluidi sono presenti nelle aree interne dell’Appennino, si localizzano per lo più ai margini delle grandi faglie estensionali, come quelle che hanno causato i terremoti del 2016.
La ricerca continuerà per comprendere sempre meglio le interazioni tra le manifestazioni di geofluidi e la presenza di discontinuità geologiche capaci di controllare le modalità del fenomeno sismico» conclude Paola Vannoli.
Distribuzione delle emissioni di CO2 e di CH4 in Italia

A sinistra, le emissioni di CO2 in relazione a elementi sismotettonici e domini tettonici. A destra, la distribuzione di emissioni di CH4, elementi sismotettonici e domini tettonici. Da notare che il 54% delle emissioni di CH4 è presente negli ambienti compressivi del pedeappennino, della Pianura Padana e della Sicilia. © INGV
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