Grazie al telescopio spaziale James Webb, dotato di strumenti di osservazione a raggi infrarossi, si aggiungono nuove immagini di Giove alla galleria realizzata dai telescopi che lo hanno preceduto, come Hubble e la navicella Cassini.

La luna “Io” che orbita intorno a Giove in un’immagine realizzata dalla sonda Cassini della NASA. Giove e Ia luna appaiono ingannevolmente vicini in questa immagine, quando in realtà la luna orbita a 350.000 chilometri dal gigantesco pianeta gassoso. © NASA/JPL/Università dell’Arizona
Webb è stato lanciato il 25 dicembre 2021 ed è frutto di una collaborazione internazionale tra l’Agenzia spaziale statunitense (NASA), l’Agenzia spaziale europea (ESA) e l’Agenzia spaziale canadese (CSA).

Le vivide aurore nell’atmosfera di Giove fotografate dal telescopio spaziale Hubble. Le aurore di Giove sono straordinari spettacoli di luce nell’atmosfera ai poli del più grande pianeta del sistema solare. Giove è noto per le sue tempeste colorate, la più famosa delle quali è la Grande Macchia Rossa. © NASA/ESA
Giove è il pianeta dei primati, essendo quello che ha la massa più grande, il più intenso campo magnetico, la più potente fascia di radiazioni e il maggior numero di lune. Le osservazioni di Giove effettuate da Webb forniranno agli scienziati ancora più indizi sulla natura della superficie e dell’atmosfera di Giove che, con tempeste gigantesche, venti potenti, aurore e condizioni di temperatura e pressione estreme, ha molti spunti di ricerca da offrire agli studiosi.
Le nuove immagini di Giove sono state realizzate con la fotocamera a infrarossi NIRCam (Near-Infrared Camera), dotata di tre filtri infrarossi specializzati che mostrano i dettagli del pianeta.
Poiché la luce infrarossa è invisibile all’occhio umano, la luce è stata mappata con filtri per trasformarla sullo spettro visibile. Ecco, allora, che le lunghezze d’onda più lunghe appaiono più rosse e quelle più corte più blu.

Immagine di Giove realizzata nel vicino infrarosso dalla Webb NIRCam e trasformata nello spettro visibile da tre filtri: rosso, giallo-verde e (ciano). © NASA, ESA, CSA, Jupiter ERS Team; elaborazione delle immagini di Judy Schmidt.
Nella vista di Giove così creata, la Grande Macchia Rossa, una famosa tempesta così grande che potrebbe inghiottire la Terra, appare bianca (in basso a destra nella foto sopra), perché riflette molta luce solare.
Fotografare Giove non è facile, perché oltre a calibrare gli strumenti di Webb sulla luminosità del pianeta, gli astronomi devono anche tenere conto della veloce rotazione Giove, che compie un giorno in sole 10 ore. Per catturare appieno una determinata area è, quindi, necessario unire più immagini in un mosaico, compito reso più difficile quando l’oggetto è in movimento.
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