Recentemente, un insolito fenomeno ha attirato l’attenzione di scienziati e amanti della natura: gli anelli blu che appaiono in alcune specie di alberi. Ma cosa si cela dietro queste insolite tracce cromatiche? Gli anelli blu sono mutamenti del colore naturale del legno, percepibili solo in condizioni esclusive. La colorazione blu è dovuta a processi chimici, spesso innescati da funghi o da ossidazioni che avvengono nel legno. Gli scienziati considerano gli anelli blu come un indicatore di stress ambientale. Cambiamenti climatici, come periodi di siccità, o attacchi parassitari possono lasciare segni visibili nella struttura del legno. La presenza di questi anelli diventa quindi una sorta di diario naturale, utile per comprendere la storia ambientale locale.
La scoperta degli anelli blu ha aperto nuove strade per la dendrocronologia, la scienza che studia gli anelli degli alberi per analizzare il clima e gli eventi passati. Questi anelli speciali potrebbero fornire dati più precisi sulla salute degli ecosistemi e sul loro adattamento ai cambiamenti climatici.
Gli anelli blu alberi e gli eventi climatici
Gli anelli blu degli alberi rappresentano una traccia visibile di come eventi climatici estremi o cambiamenti nell’ambiente possano influenzare questi organismi.
Uno studio recente, “Blue rings in trees and shrubs as indicators of early and late summer cooling events at the northern treeline”, pubblicato su Frontiers in Plant Science ha approfondito il fenomeno degli anelli blu negli alberi, collegandoli a eventi climatici estremi. Il gruppo di ricerca, guidato dalla dottoressa Agata Buchwal dell’Università Adam Mickiewicz in Polonia, ha analizzato campioni di 25 pini silvestri e 54 arbusti di ginepro provenienti dalla Norvegia settentrionale, con l’obiettivo di misurare e datare le larghezze degli anelli di crescita, ma accorgendosi in questo contesto proprio degli anelli blu ha optato per un’analisi approfondita.
Come si mette in luce nello studio, il 2,1% degli anelli dei pini (Pinus sylvestris) e l’1,3% degli anelli degli arbusti di ginepro (Juniperus communis) erano blu e le cellule che non si erano lignificate correttamente erano posizionate principalmente alla fine degli anelli di crescita, nel legno tardivo.
Gli anelli blu, evidenti nel legno tardivo, sono stati associati a estati insolitamente fredde, come quelle del 1902 e del 1877, forse condizionate da eruzioni vulcaniche come quella del Monte Pelée. Alcune specie, come i pini sembrano inoltre, essere più propense alla loro formazione rispetto agli arbusti di ginepro. Gli anelli blu hanno dunque, un collegamento non soltanto con la storia climatica locale ma anche a quella del Pianeta, in particolare con gli eventi climatici estremi.
«Gli anelli blu sembrano anelli di crescita non finiti e sono associati alle condizioni fredde durante la stagione di crescita. In generale, abbiamo trovato più anelli blu negli alberi che negli arbusti. Gli arbusti sembrano essere più adatti agli eventi di raffreddamento rispetto agli alberi, il che è probabilmente il motivo per cui gli arbusti si trovano più a nord. Ecco perché amo studiare gli arbusti; sembrano essere i veri eroi del nord» ha evidenziato la ricercatrice.
«Le condizioni di temperatura estiva del 1902 e del 1877 furono particolarmente sfavorevoli alla crescita delle piante legnose. Tuttavia, studi futuri dovrebbero anche verificare se la comparsa di anelli blu non sia causata o co-causata dalla mancanza di umidità o da altri fattori non climatici» sostiene lo studio.
Questi anelli blu raffigurano un archivio naturale, uno strumento affascinante, che registra eventi climatici estremi, donando una prospettiva unica sulla storia climatica locale e globale e su tutte le variazioni climatiche del passato.
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