Quattro eventi eccezionali di Acqua Alta, più gravi degli altri, hanno interessato Venezia nel 1966, 2008, 2018 e 2019, danneggiando gravemente il patrimonio culturale ed economico di Venezia e minacciando luoghi iconici come la Basilica di San Marco.
Una ricerca pubblicata sulla rivista Nature Climate Atmospheric Science ha evidenziato il legame esistente tra i cambiamenti climatici in atto e l’aumento del numero e della gravità dei fenomeni di Acqua Alta a Venezia, rilevando inoltre l’efficacia del sistema di adattamento MoSE in termini di costi e benefici.

Rappresentazione dei rischi per la laguna di Venezia. La relazione tra il livello del mare e l’area allagata in funzione dei danni stimati (cerchi colorati). Le linee orizzontali tratteggiate e puntinate in nero indicano livelli significativi di allagamento di Piazza San Marco (120 cm), al livello in cui sono necessarie passerelle (140 cm) e al livello in cui l’acqua entrerà nella Basilica di San Marco (160 cm). La linea tratteggiata rossa indica il livello raggiunto dall’evento del 04.11.1966, noto come “Grande Alluvione di Venezia”. L’inserzione mostra la posizione delle due stazioni mareografiche. I cerchi rosa indicano la posizione del MoSE.
«I risultati che abbiamo ottenuto hanno evidenziato il legame esistente tra le modifiche nella circolazione atmosferica e l’aumento della gravità degli eventi di Acqua Alta, sottolineando la crescente vulnerabilità di Venezia ai cambiamenti climatici» spiega Tommaso Alberti, ricercatore dell’INGV e co-autore dello studio.
«In particolare, abbiamo rivolto la nostra attenzione al MoSE, che si è dimostrato efficace in termini di costi e benefici per contenere gli effetti dell’Acqua Alta».
Capire con discreta certezza la relazione tra eventi climatici ed eventi calamitosi è fondamentale per la tutela del patrimonio sociale, economico e culturale delle aree abitate.
La ricerca costituisce un tassello importante per migliorare la comprensione delle cause e degli effetti legati agli eventi climatici estremi nelle città costiere, fornendo una solida base per attuare ulteriori azioni di monitoraggio e ricerca.
Lo studio “Attributing Venice Acqua Alta events to a changing climate and evaluating the efficacy of MoSE adaptation strategy” è stato realizzato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) in collaborazione con il Centre National de la Recherche Scientifique di Parigi (CNRS) e l’International Centre for Theoretical Physics di Trieste (ICTP).
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