È stato pubblicato il Decreto attuativo che introduce i nuovi Ecobonus per la mobilità sostenibile, per l’acquisto di auto elettriche, che potranno essere richiesti a partire al prossimo 15 ottobre 2025 sulla piattaforma del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), accessibile tramite il sito del MASE, quando sarà attivata.
- Chi può richiederlo:
Le persone fisiche con ISEE fino a 40.000 Euro e le microimprese.
- I requisiti per ottenere l’Ecobonus:
Acquistare un’auto completamente elettrica della categoria M1. Per beneficiare del bonus, l’auto elettrica dovrà avere un costo massimo di 42.700 Euro e dovrà essere tenuta in proprietà per almeno 24 mesi dopo l’acquisto.
Rottamare un’auto di classe ambientale fino a Euro 5.
Risiedere in un Comune appartenente alle Aree Urbane Funzionali (FUA), ovvero aree metropolitane o zone urbane con alta densità abitativa.
Il bonus non è cumulabile con altri incentivi simili.
- Come registrarsi sulla piattaforma:
Dal 15 ottobre 2025, ci si potrà registrare con SPID o CIE.
- Come utilizzare il voucher digitale:
Il venditore dell’auto elettrica dovrà validare il voucher digitale entro 30 giorni.
- Importo dell’Ecobonus:
Fino a 11.000 Euro per ISEE fino a 30.000 Euro.
Fino a 9.000 Euro per ISEE compresa tra 30.001 e 40.000 Euro.
Il commento di Adiconsum
Finalmente questo incentivo ha come unico requisito quello dell’acquisto solo di auto elettriche, per permettere un maggiore sviluppo e diffusione della mobilità sostenibile a 0 emissioni.
Adiconsum esprime un giudizio più critico in merito al requisito della residenza nelle FUA, perché di fatto riduce di molto la platea dei beneficiari.
Se vuoi chiarire i tuoi dubbi o se vuoi ricevere assistenza, Adiconsum ha messo a disposizione dei consumatori i seguenti canali dedicati:
Gruppo Facebook: Consumatori Adiconsum Auto Eletrriche/Mobilità Sostenibile
Pagina Facebook “Consumatori Auto elettriche”
Auto elettriche: 5 falsi miti da sfatare
In Italia le auto elettriche rimangono ancora un mercato di nicchia, sia per il prezzo di vendita, ma anche per via di alcune fake news che le circondano.
Per dare un quadro della situazione Facile.it ha incaricato l’istituto di ricerca mUp Research di condurre un’indagine su un campione rappresentativo degli automobilisti italiani.
- Inquinamento
“Le auto elettriche inquinano più di quelle a benzina”. Sebbene la maggioranza del campione abbia indicato che l’affermazione è falsa (78,1%), ci sono ancora 8,1 milioni di italiani che si dichiarano convinti del fatto che i veicoli elettrici siano più inquinanti di quelli alimentati a benzina. E questo è falso; sebbene la produzione delle batterie abbia un impatto ambientale, nel ciclo di vita complessivo le auto elettriche emettono meno CO2, soprattutto se alimentate da fonti rinnovabili.
- La batteria
“Le batterie si esauriscono in pochi anni”. Il 66,1%, vale a dire 24,6 milioni di individui, ha indicato come vera la frase e appena un rispondente su tre ha riconosciuto la fake news. Ed effettivamente l’affermazione è falsa: le batterie moderne durano tra i 10 e i 20 anni, tanto è vero che oggi molti produttori offrono una garanzia di 8 anni o più su questa componente.
- Le colonnine
“In Italia ci sono meno di 2.500 colonnine pubbliche per la ricarica elettrica”, affermazione ritenuta vera da quasi 7 rispondenti su 10 (69,8%). E invece è falsa, i numeri ufficiali parlano chiaro: secondo dati aggiornati a fine marzo 2025 da Motus–E, in Italia i punti di ricarica sono più di 66.000.
- Al fuoco!
“Le auto elettriche prendono fuoco facilmente”. Ebbene, anche in questo caso più di 13 milioni di individui hanno sostenuto fosse vero. Ovviamente è falso; gli incendi delle auto elettriche sono rari e meno frequenti rispetto a quelli delle auto a combustione, numerosi studi sulla sicurezza lo dimostrano.
- Le fonti fossili
“L’elettricità per ricaricare le auto elettriche viene integralmente prodotta da fonti fossili”. Questa volta il 71,5% degli intervistati ha dichiarato che si trattava di una falsità. E in effetti l’affermazione non è vera; il mix energetico varia da Paese a Paese, ma l’aumento delle rinnovabili riduce l’impatto.
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