La battaglia per la tutela della biodiversità si combatte, soprattutto in un Paese ricco come il nostro, anche nei campi. E non solo per proteggere gli agroecosistemi e la fauna collegata a essi, ma anche per preservare le centinaia di varietà agricole selezionate nel corso dei secoli e minacciate dai meccanismi economici del mercato della grande distribuzione, che privilegia poche specie.
Secondo la Coldiretti, sul territorio nazionale esistono circa 40.000 aziende agricole che, a vari livelli, s’impegnano quotidianamente per custodire semi (o intere piante) che sono a rischio di estinzione.
Una delle zone più belle ed emblematiche in cui si combatte con il lavoro questa battaglia è probabilmente il territorio del Parco Nazionale del Pollino e in particolare la valle del fiume Mercure, proprio al confine tra Basilicata e Calabria.
Qui vengono coltivati due prodotti di eccellenza, entrambi DOP (Dichiarazione di Origine Protetta) ed entrambi tutelati da due specifici consorzi: il Fagiolo bianco (www.fagiolibianchidirotondadop.it) e la Melanzana rossa (www.melanzanarossadirotondadop.it) di Rotonda (PZ).
I Fagioli Bianchi di Rotonda DOP si riferiscono al legume della specie botanica Phaseolus vulgaris ottenuto dagli ecotipi Fagiolo Bianco e Tondino o Poverello Bianco, allo stato fresco (baccello) e secco (granella). Essi sono appunto una delle eccellenze di mondo contadino del Pollino, espressione di una cultura che proprio per la sua genuinità nel marzo 2011 ha ottenuto la certificazione DOP e la successiva nascita del Consorzio.
La caratteristica più importante di questi piccoli e candidi fagioli è l’alto contenuto proteico della granella. Grazie ai terreni fertili di azoto e zolfo in cui la pianta nasce e si sviluppa, può addirittura raggiungere il 27% della sostanza secca. In più, il basso contenuto di calcare caratteristico delle terre in cui viene coltivato, determina nei Fagioli Bianchi di Rotonda DOP un tegumento molto sottile, qualità molto apprezzata dai consumatori, perché riduce in modo significativo i tempi di cottura.
La Melanzana Rossa di Rotonda DOP, tutelata da Slow Food, è una piccola melanzana dalla forma tondeggiante simile a un pomodoro e pesa fino a 200 g. A inizio maturazione presenta sfumature verdastre, mentre quando è ben matura è di colore arancione vivo tendente al rosso lucido. La polpa è carnosa e la sua origine è africana. Durante il periodo del colonialismo, infatti, molte famiglie di Rotonda si trasferirono nei nuovi territori conquistati dal regime fascista per trovare lavoro. Nel 1935, prima dello scoppio della guerra di Etiopia, coloro che tornarono in patria portarono proprio questa “curiosa” melanzana, che si adattò benissimo ai territori del Mercure.
La Melanzana Rossa di Rotonda DOP è caratterizzata da un basso contenuto di acido clorogenico: circa 800 ppm rispetto a 4.300 ppm degli altri prodotti della stessa specie. Questo valore permette alla polpa di rimanere bianca anche molto tempo dopo il taglio della bacca.
Assieme ai fagioli bianchi queste melanzane costituiscono uno dei cosiddetti super food, alimenti ricchi in fibre, sali minerali, vitamine, enzimi, antiossidanti o fitonutrienti in quantità superiore alla media degli alimenti comuni, che con le loro proprietà fanno tanto bene all’organismo.
Insomma prodotti caratteristici, molto buoni e che sostengono l’agricoltura di un territorio che, nonostante l’elevata pressione antropica, presenta ancora un buon equilibrio tra i campi coltivati e la natura selvaggia.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.








