Il fico è una risorsa preziosa per la sua capacità di adattarsi a condizioni difficili: le sue radici vanno in profondità riducendo l’erosione; attira impollinatori e fauna selvatica contribuendo alla biodiversità; i suoi frutti creano opportunità economiche per i piccoli agricoltori; il suo forte valore culturale è una leva per il turismo rurale.
Tutte queste caratteristiche rendono il fico una pianta strategica per il futuro del bacino mediterraneo.
L’Università di Pisa, con il gruppo di ricerca in genomica vegetale del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali, è capofila del progetto europeo AGROFIG – Fostering agroforestry benefits through fig tree cultivation in the Mediterranean, promosso da PRIMA (Partnership for research and innovation in the Mediterranean area).

Il gruppo di genomica vegetale del Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali. Da sinistra: Alberto Vangelisti, Andrea Cavallini, Marco Castellacci, Flavia Mascagni, Samuel Simoni, Lucia Natali, Gabriele Usai, Tommaso Giordani. © UNIPI
Valorizzare produttività e sostenibilità del fico
Il progetto è nato per valorizzare al meglio in termini di sostenibilità e produttività il fico, perché «Utilizzare colture arboree resistenti alle condizioni ambientali avverse causate dai cambiamenti climatici è fondamentale. Il fico ha una grande capacità di adattarsi ad ambienti secchi, calcarei e salini, il che rende questa specie estremamente utile nella regione del Mediterraneo» dice il responsabile di AGROFIG, Tommaso Giordani, professore associato di genetica agraria dell’Ateneo pisano.
Malgrado l’Italia sia stata fino alla fine degli anni ’60 il maggior produttore mondiale, negli ultimi decenni la produzione si è ridotta notevolmente. «Il nostro obiettivo è di usare tecniche genomiche per caratterizzare e selezionare le varietà migliori e rilanciare questa coltura arborea particolarmente resiliente e ricca dal punto di vista nutrizionale» continua Giordani.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




