Non lontano dal piccolo centro di Romagnese, una roccia scura si solleva da una foresta di faggio a 1070 metri di altitudine. Si tratta di Pietra Corva, una formazione rocciosa, composta da rocce magmatiche scure, le ofioliti, emerse milioni di anni fa durante la collisione tra le placche tettoniche sul fondo del mare.
Proprio sotto questo paesaggio suggestivo, nella foresta dell’Alta Val Tidone, a 950 metri di altitudine, si trova un piccolo ma affascinante giardino botanico, tornato ad accogliere il pubblico nel 2023 con un volto rinnovato, grazie all’impegno della Comunità Montana dell’Oltrepò Pavese.
Fondato negli anni Sessanta dal naturalista Antonio Ridella e cresciuto nel tempo grazie al lavoro di appassionati custodi, il Giardino Botanico di Pietra Corva ha ospitato centinaia di specie montane provenienti da Alpi, Ande, Himalaya, Pirenei e Nord America. Le piante non sono disposte secondo criteri sistematici, ma raccolte per evocare i paesaggi e gli habitat in cui naturalmente vivono.
Oggi questo luogo è anche un osservatorio privilegiato del cambiamento climatico: l’aumento delle temperature si riflette nella difficoltà di sopravvivenza delle specie d’alta quota e nella graduale trasformazione dei boschi. Alcune piante iconiche, come la scenografica Araucaria araucana, resistono ancora, ma molte delle specie introdotte in passato oggi faticano a sopravvivere.
- Dianthus sp. © Francesco Tomasinelli
- Coenonimpha arcania. © Francesco Tomasinelli
- Ascalaphus libelluloides. © Francesco Tomasinelli
- Argynnis paphia. © Francesco Tomasinelli
Collezione viva di piante autoctone dell’Appennino
Il giardino, attualmente gestito dalla Provincia di Pavia insieme alla Comunità Montana, sta quindi rafforzando il ruolo di collezione viva di piante autoctone dell’Appennino. Il suo punto di forza è il contesto naturale: immerso in una foresta ben conservata, ospita in circa 3 ettari una certa varietà di habitat (zone umide, paesaggi di roccia, spazi aperti, foresta di conifere e latifoglie), che ne fanno un punto di riferimento regionale per la conservazione e l’educazione ambientale.
La nuova stagione 2025, con un programma curato dall’Associazione Ticinum Festival con il supporto dell’associazione didattica ADMaiora, rilancia il giardino come luogo di incontro, con laboratori, eventi, conferenze e percorsi educativi per adulti e bambini (qui il programma estivo – www.pietracorva.com).
Il Giardino è accessibile nei fine settimana dalle 10 alle 18, con aperture straordinarie in occasione degli eventi in calendario.
Chi arriva fino a qui, oltre all’orto botanico, può salire anche alla roccia che domina la valle: un’escursione facile, che richiede circa un’ora dal Giardino. Il sentiero si snoda nel bosco per poi raggiungere la mole scura di Pietra Corva, l’antica massa ofiolitica prima citata, che è il cuore del sito della Rete Natura 2000 Sassi Neri – Pietra Corva.
Dall’alto, il panorama si apre sulla foresta della Val Tidone, con i suoi faggi e castagni che ondeggiano come un mare verde sotto il vento di quota. La Fritillaria montana un fiore raro e delicato (presente anche nel giardino), compare a maggio vicino attorno alle formazioni rocciose, mentre il falco pellegrino disegna traiettorie rapide in cielo, per poi sparire dietro un versante roccioso.
C’è anche un altro aspetto, tutt’altro che secondario, che rende quest’area, ma tutto l’Oltrepò, più in generale, particolarmente interessante per la biodiversità. I prati, i pascoli e i boschi di quest’area ospitano una delle più alte densità di farfalle diurne in Italia. Si contano infatti fino a 120 specie, divise tra quelle di pianura, collina e media montagna. Un fenomeno reso possibile dalla varietà di habitat, ma anche dalla presenza di spazi aperti e da un’agricoltura a bassa intensità, che conserva nicchie ecologiche molto ricche.
Il contesto quindi è ideale non solo per gli insetti ma anche per alcuni uccelli altrove non comuni come averla piccola, ghiandaia marina e zigolo capinero. Tornando alle farfalle, l’area è un punto di riferimento per attività di Butterfly Watching, messe in evidenza da una serie di brevi itinerari dell’Associazione Iolas (www.iolas.it), quasi unici a livello nazionale, che evidenziano i siti migliori per osservare un buon numero di specie.
Maggiori informazioni sul progetto si trovano a questo link: https://www.attivaree-oltrepobiodiverso.it/home-page/sentiero-delle-farfalle/
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com













