Approvata nella seduta di Giunta Regionale numero 81 di lunedì 29 luglio, con la pubblicazione sul BURL (bollettino ufficiale Regione Lombardia) ora la variante generale al Piano Territoriale di Coordinamento del Parco regionale e naturale dell’Adda Nord è entrata ufficialmente in vigore.
Per l’Ente Parco presieduto da Francesca Rota, si tratta in un certo senso di una data storica, perché l’ultimo Piano Territoriale di Coordinamento era stato approvato nel dicembre del 2000, oramai quasi 24 anni fa.
Si era fatta, infatti, impellente l’esigenza di adeguarlo al nuovo quadro normativo di riferimento profondamente aggiornato negli ultimi anni che, per esempio, introduce, tra le altre cose, le cosiddette “macroaree” e gli ambiti territoriali ecosistemici sui quali insistono le aree protette.
Di qui la necessità di dotare il Parco di uno strumento moderno e più adatto al contesto socio-economico totalmente diverso, a quasi due decenni e mezzo di distanza. L’iter, promosso dai vertici gestionali dell’Ente, era stato avviato nel 2017 con i primissimi procedimenti, ma l’impulso maggiore è arrivato a partire dal 2019 quando si è insediato l’attuale Consiglio.
Il voto della Comunità del Parco
Uno dei passaggi principali si è registrato nel settembre del 2022, quando la Comunità del Parco ha votato all’unanimità il documento dopo la discussione e la controdeduzione delle 29 osservazioni giunte nei termini di legge. A quel punto mancava solo l’approvazione della Giunta Regionale che ora, con la pubblicazione sul bollettino, dà di fatto il via libera al documento.
Il Piano Territoriale di Coordinamento è lo strumento principe dell’urbanistica che organizza e indirizza la pianificazione dell’Ente.
Contiene principi fondanti e obiettivi con le conseguenti strategie per raggiungerli. Ecco alcuni punti salienti:
- Garantire la durevolezza dei patrimoni di natura e del capitale sociale attraverso regole chiare per la salvaguardia dei patrimoni fisico-naturali e paesistico-ambientali.
- Valorizzare la cooperazione intercomunale e il partenariato è quello che si sta facendo dal 2019, da quando l’attuale Consiglio è in carica.
- Inserirlo tra gli obiettivi del PTC 2024 è una presa di responsabilità importante verso il futuro nei confronti dei Comuni che costituiscono il Parco e nei confronti dei cittadini.
- Connettere le diverse “infrastrutture verdi” e soprattutto promuovere azioni di rigenerazione contenendo il consumo di suolo, rivalutando infrastrutture presenti e riqualificandole da situazioni di degrado.
- Senza dimenticare il settore agricolo che rappresenta un presidio storico da consolidare e valorizzare ulteriormente.
- E senza dimenticare anche il potenziale turistico e ricettivo del territorio, individuando luoghi e itinerari sui quali puntare in chiave di promozione e di marketing territoriale.
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