In programma allo spazio Corner del MAXXI a Roma fino al 27 febbraio una cinquantina di scatti di “The Wild Line”, il collettivo di fotografi naturalistici composto da Marco Colombo, Bruno D’Amicis e Ugo Mellone, – selezionati dal National Geographic Italia e dal National Biodiversity Future Center (NBFC) – che esplorano il rapporto tra l’uomo e l’ambiente.
La mostra “Il paese della biodiversità. Il patrimonio naturale italiano” sarà arricchita dal documentario che racconta il recupero della biodiversità vegetale e animale e il ripristino degli ecosistemi terrestri e marini in Italia e nel Mediterraneo.
Come le attività umane incidono sulla biodiversità
La mostra risponde al desiderio di utilizzare la forza delle immagini per trasmettere a un pubblico intergenerazionale e multisociale, un messaggio importante: la biodiversità italiana e mediterranea va protetta con la forza del sapere, della scienza e dell’innovazione.
«NBFC fa della scienza non solo un ponte tra Paesi, ma anche tra discipline. La collaborazione con National Geographic Italia nell’allestimento della mostra ne è la dimostrazione concreta e nasce con l’intento di parlare attraverso le immagini a un pubblico sempre più ampio capace di coinvolgere anche giovani e giovanissimi, stimolando curiosità per lo studio scientifico e per la salvaguardia della biodiversità» Afferma Luigi Fiorentino, presidente di NBFC.

Andrea Lenzi, presidente CNR; Svetlana Celli, Presidente dell’Assemblea Capitolina; Luigi Fiorentino, presidente di NBFC. © NATGEO NBFC
Svetlana Celli presidente dell’Assemblea Capitolina in rappresentanza del sindaco di Roma, Luigi Fiorentino presidente NBFC
La ricchezza del nostro patrimonio naturale
Il percorso espositivo multimediale rappresenta un vero e proprio viaggio alla scoperta del lato più selvaggio e meno conosciuto della flora e della fauna del nostro Paese.
Grazie alla sua posizione strategica protesa nel Mediterraneo, alla sua geomorfologia, e al fatto di trovarsi sulle importanti rotte migratorie di molte specie di uccelli tra l’Africa e il Nord Europa, l’Italia è il Paese europeo con la più grande varietà di specie viventi e il più alto tasso di specie endemiche.
Il National Biodiversity Future Center ha identificato nel recupero a lungo termine e duraturo della biodiversità vegetale e animale e nel ripristino degli ecosistemi terrestri e marini una delle sfide cruciali per l’Italia e l’intero bacino del Mediterraneo, i cui ecosistemi sono gravemente compromessi (oltre il 30%), poiché la tutela della biodiversità non è solo una questione ambientale ma è anche intrinsecamente legata alla dimensione economica di un Paese.
«Questa mostra è, prima di tutto, un piccolo racconto della ricchezza del nostro patrimonio naturale, che ritrae specie iconiche come l’orso marsicano, il lupo, la lince, ma anche animali di cui molti di noi non conoscono nemmeno l’esistenza e che pure hanno un ruolo cruciale nei nostri ecosistemi. In questo senso, il messaggio che racchiude è che la natura va salvaguardata nel suo insieme, nella sua complessità, e che la biodiversità del nostro paese è un capitale di valore inestimabile» afferma Marco Cattaneo, direttore di National Geographic Italia.
Tre fotografi naturalistici e scienziati
Il collettivo “The Wild Line” è composto da:
Marco Colombo (1988) laureato in Scienze Naturali e si occupa di divulgazione scientifica. Collabora con GEO (Rai 3) e con riviste come National Geographic Italia e BBC Wild Life, così come con università e aree protette. Autore di 12 libri, ha scoperto una nuova specie di ragno in Sardegna e le sue foto sono state premiate al Wildlife Photographer of the Year in varie occasioni;
Bruno D’Amicis (1979) vive all’ombra dell’Appennino, ma lavora spesso all’estero. È laureato in Scienze Biologiche e le sue immagini sono state premiate (World Press Photo, Wildlife Photographer of the Year) e pubblicate (National Geographic Italia, GEO, Smithsonian) in tutto il mondo. Ha realizzato sette libri, tre documentari e ideato diversi progetti di divulgazione e conservazione;
Ugo Mellone (1983) vive tra Spagna e Italia, lavorando spesso anche in Sud America. Ha ottenuto il dottorato di ricerca studiando le migrazioni di rapaci tra Mediterraneo e Africa. È stato premiato al Wildlife Photographer of the Year e I suoi progetti fotografici, sostenuti anche dalla National Geographic Society, sono stati pubblicati nelle principali riviste e in tre libri fotografici.
Orari: da martedì a domenica dalle 11 alle 19
Ingresso gratuito
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