Di fronte alla crisi ecologica globale, lo Spazio Agorà del MUSE – Museo delle Scienze di Trento si trasforma in un’assemblea plenaria dove specie animali, vegetali ed ecosistemi diventano delegati politici. Un cambio di prospettiva necessario per ripensare il nostro futuro.
“Il Parlamento della Biodiversità” è il nuovo allestimento che, fino al 6 giugno 2027 porta il dibattito internazionale sulla conservazione della natura all’interno della “piazza pubblica” del museo.
Cosa succederebbe se, nelle stanze dove si decide il futuro del pianeta, le decisioni non venissero prese soltanto dagli “Stati umani”, ma da tutte le forme di vita che lo abitano? Come cambierebbero le nostre leggi se la voce di un albero, di una specie di pesci della barriera corallina o di un granello di polline avesse lo stesso peso politico di quella di un capo di Governo?
Un’assemblea senza confini politici
MUSE Agorà si è affermata come un luogo d’incontro partecipativo per un confronto di riflessioni sulle grandi trasformazioni ecologiche e sociali del presente. In questa esposizione, lo spazio si trasforma in un’aula parlamentare ideale dove i tradizionali confini geografici cedono il passo ai biomi: le grandi regioni ecologiche della Terra.
In questo parlamento speciale non sediamo da osservatori esterni: il pubblico prende posto direttamente tra i banchi dell’assemblea, fianco a fianco con le delegazioni dei viventi.
L’allestimento conta 93 postazioni e 186 specie (rappresentate da tassidermie, sagome e illustrazioni) suddivise in 9 grandi biomi: dal mare aperto ai poli, dalle foreste pluviali alle alte montagne. A queste si affiancano tre rappresentanze trasversali non riconducibili a nessun bioma: una specie in rappresentanza degli organismi migratori, un rappresentante delle specie estinte e la nostra specie che ha insediamenti in tutti i biomi.
Dai diritti della natura all’azione concreta
Nel Parlamento della Biodiversità, piante, animali, microrganismi e funghi prendono la parola in prima persona attraverso una LED wall centrale e una mappa del parlamento interattiva presentando mozioni, denunce e proposte basate su rigorosi dati scientifici.
Nel Parlamento le cause della crisi della biodiversità vengono affrontate da 5 commissioni tematiche e rilancia la sfida del Kunming-Montreal Global Biodiversity Framework (accordo globale adottato alla COP15 per arrestare e invertire la perdita di biodiversità entro il 2030 e promuovere un mondo in armonia con la natura entro il 2050), ricordandoci che arrestare il declino della Biodiversità degli ecosistemi è ancora possibile.
Dando voce politica al resto del vivente, il MUSE ci invita a superare una visione puramente antropocentrica. Riconoscere i diritti della natura significa cambiare radicalmente il modo in cui gestiamo le risorse, l’economia e i territori. Come ricordava l’ecologo Aldo Leopold, possiamo sviluppare un’etica solo verso ciò che riusciamo a comprendere e ad amare: il Parlamento della Biodiversità è il luogo da cui partire per fare, finalmente, pace con la natura.
- Il Parlamento della Biodiversità. © MUSE
- Il Parlamento della Biodiversità. © MUSE
- Il Parlamento della Biodiversità. © MUSE
- Il Parlamento della Biodiversità. © MUSE
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- Il Parlamento della Biodiversità. © MUSE
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