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Natura
Animali, piante e habitat
NELLA SAVANA DI CAATINGA

Il ritorno in natura dell’ara di Spix

Il successo della reintroduzione di una specie dichiarata estinta in natura dall'IUCN

Il ritorno in natura dell’ara di Spix
Ara di Spix (Cyanopsitta spixii).

Redazione Redazione 3 Ott 2022

Nello scorso mese di giugno otto esemplari di ara di Spix (Cyanopsitta spixii), specie di pappagallo estinta in natura da oltre vent’anni, sono stati rilasciati nella savana di Caatinga, in Brasile, nello stato nord-orientale di Bahia, loro habitat naturale.

Si tratta di un evento senza precedenti, nonché dell’inizio di un lungo e impegnativo percorso per ristabilire una popolazione selvatica di questa specie. L’ara di Spix, infatti, in passato bersaglio di bracconieri e collezionisti di tutto il mondo per via del suo caratteristico colore blu, è oggi uno degli uccelli più rari al mondo.

Negli anni ’80 la distruzione del suo habitat naturale da parte dell’uomo e il commercio illegale hanno causato un costante declino della popolazione selvatica, tanto che nel 1990 non ne rimaneva che un solo esemplare, oltre a un numero minimo di uccelli di proprietà privata, e una decina d’anni dopo la specie è stata ufficialmente dichiarata estinta in natura dall’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN).

ara di Spix

Ara di Spix (Cyanopsitta spixii). © Daderot/CC0 1.0

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Gli ara si stanno adattando con successo alla vita selvatica

Le reintroduzioni in natura delle specie estinte sono estremamente impegnative, ma in questo caso i risultati sono stati a dir poco sorprendenti con, dopo tre mesi, il 75% degli uccelli ancora vivi e uniti in uno stormo vicino al sito di rilascio. Tutte e otto gli ara hanno iniziato subito ad adattarsi al loro nuovo habitat, compiendo insieme voli esplorativi, cibandosi di piante autoctone e osservando e imparando abilità essenziali per la sopravvivenza da altri psittacini autoctoni della zona, come gli ara di Illiger.

Tuttavia, come purtroppo era nelle previsioni, un paio di uccelli hanno lasciato l’area e sono andati in esplorazione da soli. Il primo, scomparso verso la fine di agosto, è stato in seguito localizzato a una certa distanza e avvistato mentre volava e si foraggiava con uno stormo di pappagalli nativi. Il secondo ha abbandonato la zona di rilascio all’inizio di settembre, cadendo subito vittima di un predatore aviario.

Nonostante ciò, come spiega Cromwell Purchase, direttore dell’ Association for the Conservation of Threatened Parrots Brasile e del Centro di rilascio degli ara di Spix nel Caatinga: «I risultati ottenuti ci dicono che gli ara si stanno adattando con successo alla vita selvatica e stanno diventando sempre più indipendenti e abili nel procurarsi le risorse».

Molti di loro sono in età riproduttiva e i ricercatori dell’ACTP e dell’ICMBio (Agenzia federale responsabile dei programmi di conservazione in Brasile) sperano che tentino di nidificare durante la prossima stagione. Il rilascio di un ulteriore gruppo più numeroso è già in programma per la fine dell’anno, con la previsione che si unisca allo stormo di uccelli già liberati e l’auspicio che, passo dopo passo, si ristabilisca una popolazione riproduttiva selvatica residente.

 

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