Le foreste e le attività forestali giocano un importante ruolo nella mitigazione e nell’adattamento ai cambiamenti climatici. Se ne è dibattuto al XIII Congresso SISEF, un importante appuntamento di confronto e dibattito tra più di 400 esperti e ricercatori sul ruolo degli ecosistemi forestali e degli alberi nel contesto agricolo e urbano per lo sviluppo sostenibile e la resilienza di futuri scenari sociali, ecologici ed economici.
Il team multidisciplinare di ricerca del progetto ResQ (Università degli Studi di Pavia, Istituto di Bioscienze e Biorisorse del CNR di Firenze, Università degli Studi della Basilicata) ha illustrato i risultati preliminari dell’analisi dendroecologica (scarica qui il documento).
Il progetto ResQ
Dal 2020 i ricercatori stanno indagando il deperimento nelle foreste di farnia (Quercus robur L.), specie emblematica delle foreste planiziali della Lombardia.
Queste foreste hanno subito una drastica riduzione a causa della loro frequente conversione in terreni agricoli e/o urbani.
Le foreste di farnia rappresentano ecosistemi dal grande valore ecologico e sociale, capaci di fornire alla collettività molteplici beni e servizi ecosistemici.
Il progetto di ricerca ResQ mira a individuare le cause e i meccanismi innescanti il deperimento della farnia per poterlo contrastare efficacemente. I ricercatori coinvolti stanno studiando coppie di individui di farnia (sani vs. deperienti) in 5 diversi siti lombardi con un approccio multidisciplinare che prevede lo studio concomitante di caratteristiche genetiche, dinamiche di crescita, tratti ecofisiologici, aspetti fitopatologici e microstazionali.
Il LabDendro dell”Università degli Studi di Pavia ha concluso la prima fase di analisi dendroecologica, ossia lo studio degli anelli legnosi delle farnie campionate.
I primi risultati mostrano una significativa divergenza nella crescita tra gli individui sani e deperienti. La forbice della divergenza si accentua per tutti gli individui analizzati dopo il 2000.
- Confronto dell’accrescimento.
- Confronto degli anelli.
È stata studiata la relazione tra le caratteristiche climatiche dei siti dell’accrescimento delle farnie analizzate. I risultati hanno evidenziato una più frequente influenza delle precipitazioni di giugno-luglio e una minore rilevanza delle temperature.
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