I fulmini uccidono centinaia di milioni di alberi ogni anno, soprattutto tra gli esemplari più grandi, ma il loro ruolo nel plasmare la storia della vita delle piante e la loro diversità è in gran parte sconosciuto.
Soprattutto si è sempre pensato che il fuoco dal cielo fosse un nemico assoluto per gli alberi. Recentissimi studi hanno invece evidenziato non solo particolari resistenze e adattamenti, ma anche come alcuni alberi traggano addirittura vantaggi dall’essere colpiti dalle potenti scariche elettriche che, ricordiamo, possono raggiungere potenze istantanee straordinarie, anche di 750 megawatt! E con correnti che arrivano a 200.000 ampere, tensioni fino a 100 milioni di volt e temperature interne che toccano i 33.000 gradi Celsius, quasi cinque volte la temperatura del sole.
Eppure nella giungla del Monumento Natural de Barro Colorado, a Panama, in uno degli ecosistemi più piovosi del pianeta, una specie arborea ha attirato l’attenzione per il suo particolare legame con i temporali. Si tratta del Dipteryx oleifera, meglio conosciuto come albero tonka, un esemplare di grandi dimensioni che può raggiungere i 50 metri di altezza e la cui ampia chioma, svettando dal resto della massa della foresta, sembra giocare un ruolo chiave nella sua esposizione ai fulmini, tanto da risultare più esposta a questi eventi con probabilità del 49-68% rispetto ad alberi dello stesso diametro con allometrie medie.
Si tratta di una specie dal legno duro appartenente alla Famiglia delle Fabaceae, con semi commestibili dal sapore di mandorla e i cui baccelli sono così oleosi che la gente del posto li usa come torce. Questa specie, a differenza di altre che in genere muoiono o comunque quasi sempre subiscono gravi danni dopo una scarica elettrica, dimostra una resistenza fuori dal comune proprio all’azione dei fulmini. Non solo: questo albero sembrerebbe aver sviluppato una strategia adattativa per trarne diretto beneficio.
Il beneficio indiretto dei fulmini
Nella ricerca citata, i fulmini hanno comunque ucciso il 56% degli alberi colpiti e hanno causato in media il 41% di disseccamento della chioma tra i sopravvissuti. Tuttavia tra gli esemplari colpiti, 10 fulmini diretti hanno causato danni trascurabili agli alberi di Tonka, uccidendo in compenso il 78% delle loro liane e 2,1 Mg di biomassa arborea concorrente. In pratica le potenti scariche elettriche liberano tronchi e chiome da piante parassite che competono solitamente con l’albero per le sostanze nutritive e la luce. La loro scomparsa libera risorse e favorisce la crescita dell’esemplare colpito. Inoltre, le onde d’urto generate dal fulmine si propagano attraverso i collegamenti sotterranei tra le radici, scaricandosi sugli alberi vicini dal basso. In molti casi, questi esemplari muoiono pochi giorni o settimane dopo, a causa dei danni elettrici diretti o del collasso dell’ecosistema circostante. In media, è stata osservatala morte di nove-dieci alberi adiacenti al Tonka per ogni impatto.
Il risultato è una radura nella foresta, con il Dipteryx oleifera al centro, libero dalla concorrenza per le risorse fondamentali come la luce solare o i nutrienti del suolo. Questo ambiente sgombro offre chiari vantaggi per la riproduzione e l’espansione dell’albero.
In media si è stimato che un albero di D. oleifera con diametro superiore a 60 cm venga colpito da un fulmine almeno cinque volte durante la sua vita, conferendo ripetutamente questi benefici che porta ad un aumento della fecondità di 14 volte, in gran parte a causa della ridotta competizione da parte delle liane e degli alberi vicini.
Un adattamento che è stato riscontrato, seppur in modo meno evidente e diffuso, anche in altre specie di grandi alberi, suggerendo che i fulmini possano svolgere un ruolo sottovalutato e ancora poco conosciuto nella competizione tra gli alberi delle foreste e nelle loro strategie di sopravvivenza.
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