La gestione forestale sostenibile e la certificazione PEFC si affermano come strumenti cruciali per la resilienza del territorio italiano e possono contribuire a contenere gli incendi boschivi. Secondo i dati pubblicati da ISPRA, nel 2024 gli incendi di vegetazione hanno interessato 514 km² di superficie nazionale. Un dato in flessione rispetto agli anni precedenti, considerando che l’estensione totale delle aree bruciate risulta ridotta a circa 2/3 della media storica compresa nel periodo 2018-2023.
La gestione forestale sostenibile emerge come la strategia più efficace per contrastare questa minaccia, evidenziando il ruolo delle condizioni climatiche come principale driver degli incendi boschivi.
La prevenzione attraverso una gestione attiva non è solo la migliore strategia ambientale ma anche una pratica economicamente vantaggiosa, perché
spegnere un incendio costa infatti fino a 8 volte in più che prevenirlo.
Tuttavia, come rilevato anche da UNCEM (Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani), gli incendi di grande estensione rimangono una minaccia concreta, favorita dall’abbandono delle aree rurali e dalla frammentazione fondiaria, nonché dall’accumulo di legno morto in boschi non gestiti.
I boschi certificati sono meno vulnerabili agli incendi
In questo contesto, la certificazione PEFC (Programme for Endorsement of Forest Certification schemes) ente promotore della corretta e sostenibile gestione del patrimonio forestale, pilastro della Gestione Forestale Sostenibile (GFS), si conferma un determinante strumento di prevenzione e protezione.
Proprio con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la comprensione e l’applicazione delle pratiche di gestione forestale sostenibile, PEFC Italia e Università di Firenze hanno avviato una collaborazione strategica al fine di analizzare l’impatto degli incendi nelle aree forestali certificate PEFC.
Secondo l’analisi, i boschi certificati per la gestione forestale sostenibile hanno una probabilità di essere interessati da incendi fino a nove volte inferiore rispetto a quelli non certificati, riducendo i danni del 50%.
«La gestione attiva e la certificazione PEFC non devono essere viste come un costo, ma come un investimento essenziale per la prevenzione» sottolinea Antonio Brunori, Segretario Generale PEFC Italia.
Elaborazione dei dati sugli incendi
Avvalendosi dell’utilizzo di sistemi GIS (Geographic Information System), strumenti per la gestione e lo studio delle foreste, ogni area certificata è stata confrontata con quelle adiacenti non certificate, analizzando parametri fondamentali come la frequenza degli incendi, la superficie totale percorsa dal fuoco, la densità degli eventi (calcolata in funzione della superficie) e la distribuzione spaziale degli incendi stessi.
Dall’elaborazione di questi dati è emersa una tendenza ad avere superfici percorse dal fuoco maggiormente estese nelle aree non certificate.
«Una prima analisi dei dati mostra una tendenza a una minore incidenza degli incendi boschivi, in termini di densità e di superficie percorsa, nelle aree certificate rispetto alle altre. Tuttavia, il limitato numero di dati non consente una validazione scientifica di tale tendenza. Ulteriori analisi su scale temporali più lunghe, potranno consentire di avere informazioni più robuste» sottolineano Enrico Marchi e Silvia Calvani dell’Università di Firenze.
PEFC Italia e Università di Firenze hanno annunciato l’estensione della ricerca congiunta sull’impatto degli incendi nelle aree certificate, puntando a una collaborazione a livello europeo che possa coinvolgere nazioni particolarmente esposte come Spagna, Francia, Grecia e Portogallo.
Cinque azioni per ridurre il rischio incendi
- Gestione dei boschi: è determinante l’attività di gestione dei boschi a rischio, effettuando tagli corretti per favorire la crescita degli alberi giovani e agevolare il monitoraggio delle risorse forestali.
- Infrastrutture di emergenza: è essenziale la creazione di punti per il rifornimento d’acqua e il miglioramento della viabilità forestale, oltre alla predisposizione di punti di atterraggio per gli elicotteri, in modo da permettere interventi sempre più tempestivi nelle migliori condizioni di sicurezza possibili per il personale di pronto intervento.
- Formazione di squadre specializzate: è fondamentale supportare e formare gruppi di personale specializzato e volontari addestrati nella lotta agli incendi boschivi.
- Pulizia del sottobosco: il sottobosco va mantenuto in ordine, con assoluta urgenza rivolta alla rimozione di rifiuti e discariche abusive, in modo da ridurre il rischio di infiammabilità.
- Sensibilizzazione dei cittadini: le campagne informative devono educare alla salvaguardia del patrimonio forestale, consapevolizzando la cittadinanza in merito alle norme di sicurezza utili alla prevenzione degli incendi boschivi.
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