L’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone, insieme al Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano e all’istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri- IRCCS, ha avviato il progetto ambientale “INTEGRARE – Qualità ambientale del Lago d’Orta, dagli immissari ai contaminanti emergenti” per il censimento e il monitoraggio della presenza di inquinanti e dei loro potenziali effetti nocivi nelle acque del Lago d’Orta.
L’uso delle cozze di acqua dolce per il monitoraggio è una metodologia innovativa e ancora poco diffusa in ambienti lacustri, il che rende “INTEGRARE” un caso studio di rilievo. L’analisi obiettiva dei bivalvi e il monitoraggio del loro battito cardiaco tramite sensori speciali consentiranno nei prossimi due anni di ottenere dati specifici sulla qualità dell’acqua, utili allo sviluppo di interventi di ripristino e bonifica mirati. I dati prodotti saranno condivisi con ARPA Piemonte, le Amministrazioni comunali e il Gestore delle Acque.
Contaminanti emergenti e mircoplastiche
Nel quadro di una valutazione ambientale integrata, verranno monitorati sia i contaminanti emergenti derivanti da attività industriali e domestiche (farmaci, prodotti per la cura personale, disinfettanti, plasticizzanti, surfattanti, perfluorati), sia le microplastiche presenti nelle acque del Lago.
«L’obiettivo dell’analisi chimica è quello di individuare la presenza di contaminanti emergenti nelle acque del Lago d’Orta, al fine di valutare eventuali pressioni antropiche e identificare potenziali fonti di inquinamento» spiega Noelia Salgueiro-Gonzalez, Capo dell’Unità di Spettrometria di Massa per il Monitoraggio Ambientale dell’Istituto Mario Negri (IRFMN).
Parallelamente, un’attenzione particolare sarà dedicata allo studio delle microplastiche, per comprenderne la loro distribuzione e le caratteristiche. «Questa attività mira a identificare e classificare i detriti plastici in base a dimensione, forma, colore e composizione chimica, utilizzando uno spettrometro infrarosso a trasformata di Fourier» specifica Camilla Della Torre, professoressa associata del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano.
Un recente studio di Legambiente conferma che il Lago d’Orta non ha una contaminazione da plastiche preoccupante. Le analisi finora presentate confermano un livello di microplastiche paragonabile, se non inferiore, rispetto a quanto presenti in altri laghi italiani ed europei.
La cozza di lago come bio-sentinella
Unio Elongatulus, la cozza di lago, è una specie nativa e protetta di cui si conferma la ricomparsa e ricolonizzazione del Lago d’Orta già a partire dal 2014. La cozza di lago si è rivelata fondamentale per la depurazione delle acque e il miglioramento dei fondali, agendo come “bioaccumulatore” di contaminanti ambientali presenti nella colonna d’acqua. La cozza
di lago è anche un efficace biosensore, in quanto in grado di fornire risposte biologiche misurabili in risposta alla presenza di tali contaminanti.
«Lo studio delle stato di salute dei bivalvi sarà svolto a cura del Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano. Lo studio verrà realizzato mediante la posa di gabbie contenenti le Unio elongatulus provenienti dal Lago Maggiore, opportunamente depurate, in sei stazioni del Lago d’Orta identificate in base al potenziale diverso impatto antropico» spiega Della Torre.
Saranno invece i ricercatori dell’Istituto Mario Negri di Milano a occuparsi dell’analisi della presenza di contaminanti emergenti grazie a strumentazioni all’avanguardia per l’analisi chimica ad alta risoluzione.
Un progetto innovativo
Quelle utilizzate sono metodologie di studio non ancora ampiamente applicate in progetti di biomonitoraggio degli ecosistemi lacustri; aspetto che rende il progetto INTEGRARE un caso-scuola di rilievo.
L’Ecomuseo del Lago d’Orta e Mottarone è l’Ente capofila del progetto e promotore del Contratto di lago del Cusio (all’interno di cui rientra anche questa iniziativa): si occuperà delle attività didattiche e nel supporto di alcune fasi di campionamento delle acque.
Il Dipartimento di Bioscienze dell’Università degli Studi di Milano partecipa con i suoi specialisti con consolidate competenze nel campo dell’ecotossicologia.
L’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, che opera nella ricerca biomedica al servizio della salute pubblica, è particolarmente specializzato nell’analisi di specifici inquinanti, come farmaci, droghe, prodotti per la cura personale e plasticizzanti.
Bene, sei arrivato fino alle fine: significa che ami la Natura, proprio come noi.
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