Si conoscono molti esempi di mimetismo fra esseri viventi che per sopravvivere si nascondono confondendosi con l’ambiente o che hanno evoluto forme e colorazioni che “imitano” specie pericolose riconosciute dai potenziali nemici; ma si tratta sempre di serpenti non velenosi che imitano altri serpenti velenosi o insetti innocui che imitano altri insetti forniti di pericolosi pungiglioni, ecc.
Esistono specie di orchidee (es. Ophrys apifera) i cui fiori imitano la femmina di alcuni Imenotteri, cosi che il maschio cercando di accoppiarsi con queste finte femmine finisce per trasportare il polline da un “fiore” all’altro, favorendone l’impollinazone.
Sono fenomeni che lasciano sempre un poco stupiti per come l’evoluzione possa agire sugli esseri viventi modificandone le forme e i colori fino a imitare quasi perfettamente l’aspetto di altre specie.
Eppure, il caso della farfalla Dynastor darius della Famiglia Nymphalidae, distribuita in Centro e Sud America lascia sempre increduli sulla possibilità della natura di trovare soluzioni, a dir poco creative e molto peculiari, ma comunque sempre idonee alla sopravvivenza di una specie.
Di per sé questa farfalla non ha nulla di particolarmente appariscente né nella forma né nei colori. Il suo bruco è di un bel colore verde vivo (come le Bromeliacee su cui vive e di cui si nutre), ma ha una caratteristica testa rossa munita di tre coppie di piccole corna nere. Sappiamo che i bruchi delle farfalle, finito il loro ciclo si fissano a un supporto (o si avvolgono in un bozzolo), e si trasformano in crisalide. All’interno dell’involucro della crisalide il bruco muta e diventa una farfalla.
- Bruco Dynastor. © G. G. Bellani
- Farfalla Dynastor. © G. G. Bellani
Se il bruco può possedere varie strategie attive per difendersi dai nemici (sostanze urticanti o repellenti, ecc..) , una volta rinchiuso nella crisalide non ha più nessuna possibilità di difesa. Ed ecco la particolarità della Dynastor: in questa specie è l’involucro della crisalide che protegge e difende attivamente dai nemici il povero bruco inerme mentre diventa farfalla. Ma come può un fragile involucro fungere da protezione? Queste farfalle vivono in un ambiente forestale ricco di molte specie di serpenti, anche velenosissimi come i crotali del genere Bothrops, e di serpenti costrittori come il boa. Gran parte degli animali alla vista di un serpente spesso battono in ritirata. L’evoluzione ha fatto sì che la crisalide esterna della Dynastor, lunga setto-otto centimetri, “imiti” perfettamente, per un fenomeno di Mimetismo Batesiano, la testa di un serpente con la giusta forma, i colori, la fila di scaglie che circondano la bocca m,a specialmente, con occhi dalla pupilla verticale che sembrano veramente vivi.

Testa di serpente boa. © G. G. Bellani
Inoltre, se la crisalide viene sfiorata, il bruco al suo interno vibra velocemente facendo muovere la crisalide e facendole emettere una specie di sibilo, assai simile a quello di un serpente.
Quando vidi per la prima volta questo fenomeno mi trovavo in Venezuela, ospite di un preparatissimo entomologo che, insieme ad altri insetti tropicali, allevava e faceva riprodurre anche Dynastor. L’entologo si chiama Norbert Flauger di nazionalità tedesca ma orgogliosamente Bavarese (in Venezuela esiste una popolosa comunità bavarese raccolta nella “Colonia Tovar”). Norbert gestisce una fazenda ecologica a Bejuma (nello stato venezuelano di Carabobo) chiamata “Casa Maria”, un paradiso in piena foresta tropicale con un enorme giardino dove vivono libere gran parte delle specie tipiche della regione (bugparadise.com).






