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La lotta di Sea Shepherd contro la pesca illegale in Africa

La lotta di Sea Shepherd contro la pesca illegale in Africa
Foto: Melissa Romao/Sea Shepherd

Redazione RN Redazione RN 20 Nov 2017

Con l’acronimo INN si definisce la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata. Sea Shepherd, l’associazione per la difesa del mare, è da tempo impegnata con diversi governi nazionali africani per mettere fine a questa pratica che provoca il depauperamento degli stock ittici, la distruzione degli habitat marini, svantaggiando i pescatori onesti e indebolendo le comunità costiere, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Quest’ultimi sono particolarmente vulnerabili alla pesca INN, che nell’Africa Occidentale rappresenta il 40% del pescato.
Lo scorso anno gli ecopirati di Paul Watson, in accordo con il governo del Gabon, hanno condotto l’Operazione Albacore, grazie alla quale 80 imbarcazioni da pesca sono state ispezionate e, in seguito, fermati cinque pescherecci congolesi e uno spagnolo facente uso di palamiti.

L’operazione Sola Stella

Attualmente le attività di contrasto all’INN di Sea Shepherd sono concentrate in Liberia, in Africa occidentale, dove è in atto l’operazione Sola Stella in collaborazione con il Ministero della Difesa Liberiano e con il coordinamento dell’Onorevole Ministro Brownie Samukai. Grazie al pattugliamento finora si è giunti al fermo di 5 pescherecci irregolari, tra i quali anche uno nigeriano che possedeva una certificazione per esportare gamberi pescati in modo sostenibile nell’Unione Europea e un’imbarcazione merci refrigerata, accusata di frode di identità e di avere avuto in programma lo sbarco nel porto di Monrovia di 460 tonnellate di pescato privo di documentazione.

Foto: Melissa Romao/Sea Shepherd

Nel carico illegale anche una scimmia

Una delle operazioni più recenti condotta congiuntamente dalla nave M/Y Sam Simon di Sea Shepherd e dal Ministero della Difesa Nazionale della Liberia ha portato al fermo di un trawler battente bandiera di St. Kitts e Nevis. Il peschereccio di 56 metri F/V Dzintars è stato abbordato lo scorso settembre con l’accusa di aveva spento il proprio Sistema di Identificazione Automatica, vale a dire il sistema di tracciamento che permette l’identificazione delle imbarcazioni da parte dei servizi che monitorano il traffico navale, incluse le forze dell’ordine. Dopo aver fatto perdere le proprie tracce, l’imbarcazione era passata dalla Sierra Leone in acque liberiane.
Una volta a bordo della nave, la squadra che ha condotto l’abbordaggio ha potuto constatare che il pescato non era stato dichiarato all’atto dell’ingresso in acque liberiane, il che costituisce una violazione della normativa “Catch On Entry”. Il trawler era sprovvisto persino della dichiarazione di sbarco e del necessario permesso di importazione per il pesce e i prodotti Ittici, come richiesto dalla legge liberiana. Alla luce di queste violazioni il peschereccio F/V Dzintars è stato fermato per sospetta pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata (INN). A bordo del peschereccio anche una scimmia selvatica di cui non sono stati resi i documenti.

«La Guardia Costiera liberiana continua a essere in prima linea per proteggere le acque territoriali del proprio stato da coloro che aggirano le nostre leggi e le nostre normative – ha dichiarato il ministro dello stato africano Brownie Samukai –. Il Ministero della Difesa Nazionale considera i crimini legati alla pesca una questione di sicurezza marittima ma anche una questione di sicurezza nazionale e, pertanto, combattere la pesca INN è una priorità per il Ministero della Difesa Nazionale».

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