La Riserva Marina di Aqaba (Aqaba Marine Reserve), in Giordania, entra nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO (*) come uno dei siti marini più importanti del pianeta. Situata all’estremità settentrionale del Mar Rosso, lungo appena sette chilometri di costa a sud della città di Aqaba, la riserva protegge un mosaico di barriere coralline, praterie di fanerogame marine, fondali sabbiosi e rare barriere mesofotiche, ecosistemi che si sviluppano a profondità maggiori rispetto alle classiche barriere tropicali.
Nonostante le dimensioni relativamente ridotte – appena 280 ettari – il sito rappresenta uno dei punti chiave per la conservazione della biodiversità marina dell’intero Mar Rosso.
Perché l’UNESCO l’ha dichiarata Patrimonio dell’Umanità
L’iscrizione è avvenuta secondo i criteri (IX) e (X) della Convenzione UNESCO, dedicati ai processi ecologici e alla conservazione della biodiversità.
La caratteristica che rende Aqaba unica al mondo è la straordinaria resistenza dei suoi coralli alle alte temperature. Si tratta infatti della barriera corallina tropicale più settentrionale del pianeta, un ambiente che nel corso di circa 10.000 anni di evoluzione ha selezionato colonie capaci di sopportare condizioni estreme.

Coralli del Mar Rosso (Acropora sp., Platygyra sp. and Favites sp.). © Attiya Tarabeen / ASEZA / AMR / Unesco
Questi coralli si sono adattati a ondate di calore marine, elevata salinità e temperature estive molto alte. Gli studi scientifici mostrano che, a differenza di molte altre barriere coralline del mondo, i coralli della Riserva Marina di Aqaba non hanno mai subito episodi di sbiancamento di massa. Secondo le attuali proiezioni climatiche, potrebbero continuare a resistere anche alle temperature previste entro la fine del XXI secolo. Per questo motivo la riserva è considerata un vero e proprio laboratorio naturale per comprendere come i coralli possano adattarsi al riscaldamento globale.
Ma il suo ruolo va ancora oltre. Le correnti marine trasportano infatti le larve prodotte da questi coralli verso altre aree del Mar Rosso, rendendo Aqaba una sorta di “banca genetica” naturale, fondamentale per il futuro recupero delle barriere coralline danneggiate.
L’UNESCO ha riconosciuto anche l’eccezionale ricchezza biologica della riserva. In appena sette chilometri di costa vivono oltre 157 specie di coralli duri costruttori di barriera, circa 120 specie di coralli molli, oltre 515 specie di pesci e circa 1.000 specie di molluschi. Il dato più sorprendente riguarda però l’endemismo. La riserva ospita infatti circa il 61% di tutte le specie endemiche di coralli duri del Mar Rosso, mentre oltre 80 specie di pesci vivono esclusivamente nel Mar Rosso o nel Golfo di Aqaba. Si tratta quindi di uno dei principali serbatoi mondiali di biodiversità marina.
Un rifugio per tartarughe, squali balena e delfini
La ricchezza della riserva non si limita ai coralli: le sue acque rappresentano un habitat fondamentale per numerose specie minacciate a livello globale Tra le più importanti figurano la tartaruga embricata, in grave pericolo di estinzione; il gigantesco squalo balena, il più grande pesce del pianeta; il pesce Napoleone (Humphead Wrasse), una delle specie simbolo delle barriere coralline indo-pacifiche; il delfino tursiope dell’Indo-Pacifico; il delfino maculato pantropicale.
Le praterie di fanerogame marine e le barriere coralline costituiscono preziose aree di alimentazione, riproduzione e crescita per molte di queste specie. La riserva è inoltre un importante punto di sosta per migliaia di uccelli migratori che attraversano il Medio Oriente lungo una delle principali rotte migratorie tra Europa, Asia e Africa.
Le barriere mesofotiche, il tesoro nascosto della riserva
Uno degli aspetti meno conosciuti ma più affascinanti del sito riguarda la presenza delle cosiddette barriere mesofotiche. Si tratta di ecosistemi corallini che si sviluppano a profondità maggiori rispetto alle tradizionali barriere tropicali, dove la luce arriva in quantità ridotta.
Questi ambienti ospitano comunità biologiche molto particolari e potrebbero svolgere un ruolo fondamentale nella conservazione dei coralli, fungendo da rifugio naturale per molte specie durante i periodi di stress ambientale. Per gli scienziati rappresentano uno dei fronti di ricerca più promettenti per comprendere la resilienza degli ecosistemi marini.
Perché proteggere Aqaba è così importante
L’iscrizione UNESCO assume un significato particolare in un momento in cui le barriere coralline del pianeta stanno attraversando una crisi senza precedenti. Negli ultimi decenni, l’aumento delle temperature marine ha provocato episodi di sbiancamento di massa in molte aree tropicali, con la perdita di vaste porzioni di barriera corallina. La Riserva Marina di Aqaba rappresenta invece una rara eccezione. Proprio perché ospita coralli naturalmente più resistenti al calore, il sito potrebbe diventare fondamentale per il futuro della conservazione marina mondiale. Le sue popolazioni coralline costituiscono un patrimonio genetico unico che potrebbe contribuire allo sviluppo di strategie per il ripristino delle barriere degradate in altre parti del Mar Rosso e, in prospettiva, offrire preziose indicazioni anche per altri ecosistemi tropicali.
Ma questa straordinaria resilienza non significa invulnerabilità. L’area continua infatti a essere esposta a diverse pressioni: l’intenso traffico marittimo del Golfo di Aqaba, lo sviluppo costiero, il turismo non gestito in modo sostenibile, l’inquinamento e gli effetti sempre più marcati del cambiamento climatico rappresentano minacce concrete.
Per questo la Giordania ha adottato rigide misure di tutela, regolando la pesca, limitando gli accessi alle aree più delicate, istituendo zone di divieto assoluto e promuovendo un modello di turismo sostenibile. La riserva è inoltre inserita nella Green List dell’IUCN, il programma che riconosce le aree protette meglio gestite al mondo.
Come visitare la Riserva Marina di Aqaba
A differenza di molte aree marine strettamente protette, la Riserva Marina di Aqaba è visitabile e rappresenta una delle principali attrazioni naturalistiche della Giordania. La riserva si trova immediatamente a sud della città di Aqaba, l’unico sbocco giordano sul Mar Rosso, ed è facilmente raggiungibile in auto in pochi minuti dal centro cittadino o dall’aeroporto internazionale King Hussein.
L’area è particolarmente apprezzata dagli appassionati di immersioni e snorkeling. Numerosi centri diving autorizzati organizzano escursioni guidate verso i principali siti della riserva, consentendo di osservare da vicino coralli, pesci tropicali e altri organismi marini senza arrecare danno all’ecosistema.
Anche chi non pratica immersioni può visitare alcune spiagge attrezzate e osservare parte della barriera corallina semplicemente con maschera e boccaglio, grazie alla trasparenza delle acque e alla vicinanza dei coralli alla costa. Per preservare questo patrimonio eccezionale, è fondamentale seguire le regole della riserva: non toccare i coralli, non dare cibo agli animali, evitare di calpestare il fondale e utilizzare creme solari reef-safe, formulate per ridurre l’impatto sugli ecosistemi marini. Piccoli gesti che contribuiscono a proteggere uno dei luoghi più preziosi per il futuro degli oceani.
- Anthias e Turbinaria. © Attiya Tarabeen / ASEZA / AMR / Unesco
- Banchi di Anthias. © JREDS / Unesco
- Pesce chirurgo. © Abdelhadi / Unesco
- Pesce leone. © Abdelhadi / Unesco
- Damigelle e coralli. © JREDS / Unesco
- Gorgonie. © Attiya Tarabeen / ASEZA / AMR / Unesco
(*) Nella 48a sessione del Comitato del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, svoltasi a luglio 2026 a Busan, nella Repubblica di Corea, sono stati proclamati 25 nuovi Patrimoni dell’Umanità. Vi raccontiamo i 5 nuovi siti naturali e il sito misto naturale/culturale che si sono aggiunti alla prestigiosa lista.
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