Durante il meeting dell’Animal Welfare Intergroup, al Parlamento europeo di Strasburgo, dedicato al tema della soppressione dei pulcini maschi nell’industria delle uova, è intervenuta l’associazione Animal Equality che ha denunciato: «In Europa vengono uccisi 10 pulcini maschi al secondo. L’Unione europea rispetti i suoi trattati e fermi questa strage».
Nel suo intervento al Parlamento europeo, Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia, ha sottolineato l’importanza di vietare l’abbattimento dei pulcini maschi utilizzando tecnologie alternative, che possono permettere di evitare questa strage.
Triturazione o asfissiati
Nell’Unione europea, infatti, ogni anno circa 330 milioni di pulcini maschi vengono uccisi entro le loro prime 24 ore di vita per triturazione o asfissia, perché considerati inutili dall’industria delle uova.
I trattati europei riconoscono gli animali come esseri senzienti e stabiliscono che le politiche pubbliche devono tenere pienamente conto delle loro esigenze di benessere. Uccidere un animale sano e senziente il primo giorno di vita perché l’industria alimentare non lo considera abbastanza redditizio è una pratica che non può dunque conciliarsi con i valori europei.
«L’uccisione dei pulcini maschi di appena un giorno non è un dettaglio tecnico, ma un fallimento etico della società e, cosa fondamentale, un fallimento evitabile. Abbiamo già le conoscenze, gli strumenti e il mandato pubblico per fermare tutto questo. Due anni fa, dopo una mobilitazione nazionale e seguendo l’esempio di Germania, Francia e Austria, l’Italia ha scelto una strada diversa: non trattare più i pulcini maschi di un giorno come rifiuti. Non è stata fortuna, ma la scelta consapevole dei cittadini che ha incontrato una tecnologia praticabile. Ora abbiamo una grande opportunità per stabilire uno standard europeo comune a tutti gli Stati membri» ha detto durante la conferenza stampa Matteo Cupi, direttore esecutivo di Animal Equality Italia.
I cittadini europei chiedono rimedi alternativi all’uccisione
Secondo le rilevazioni dell’Eurobarometro, la maggioranza dei cittadini europei è disposta a pagare un piccolo sovrapprezzo per le uova prodotte senza l’abbattimento dei pulcini maschi, attraverso la tecnica del sessaggio in ovo, ovvero la tecnologia che identifica il sesso prima della schiusa dei pulcini, in modo che i maschi non debbano nascere solo per essere uccisi.
Durante l’incontro a Strasburgo, Simão Monteiro Belo dos Santos, ricercatore presso il MeBioS Group dell’università KU Leuven, e Matthias Corion, ricercatore presso A2H Group dell’università KU Leuven, hanno parlato dei progressi tecnologici che consentono il sessaggio in ovo.
Silvin Faulstich, responsabile dello Sviluppo Commerciale presso Respeggt Group per il sessaggio in ovo, ha illustrato le applicazioni commerciali e gli sviluppi del mercato in merito all’adozione di questa tecnologia.
«Oggi l’Europa si trova di fronte a una situazione frammentata. Alcuni Stati membri vietano l’abbattimento selettivo dei pulcini maschi, altri no. Ciò comporta rischi di dumping sociale, ovvero lo spostamento della produzione verso le giurisdizioni più permissive, concorrenza sleale e incertezza per gli incubatoi e i rivenditori che operano a livello transfrontaliero. L’Unione europea può porre fine a tutto questo, fermando una pratica che appartiene al passato e stabilendo uno standard europeo chiaro: nessun animale nasce solo per essere distrutto» ha concluso Matteo Cupi.
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