È arrivata in Italia nei primi anni Novanta dal Sud Est asiatico ed è stata subito battezzata zanzara tigre (Aedes albopictus), probabilmente per le peculiari striature che la caratterizzano e per l’aggressività che la rende così temibile.
Ma come ha fatto la zanzara tigre a giungere fino a noi da così lontano? In un modo decisamente curioso: con il traffico dei copertoni per auto e camion. Le uova della Aedes, infatti, sono molto resistenti al disseccamento e svernano facilmente.
Nei Paesi dove è originaria, la zanzara tigre è solita deporre nei ristagni d’acqua presenti nelle cavità degli alberi. Le larve sono in grado di svilupparsi nell’arco di pochi giorni dando vita ai micidiali adulti, noti per l’abitudine di pungere anche nelle ore diurne, soprattutto nel tardo pomeriggio. Dai tronchi degli alberi ai copertoni il passo è stato breve.
L’India e la Cina, infatti, ricoprono un ruolo importante nel commercio degli pneumatici usati, che vengono rigenerati e rimessi sul mercato oppure utilizzati nella fabbricazione ex novo. Una volta lavorati, vengono esportati in tutto il mondo, spesso assieme ai minuscoli depositi di acqua che custodiscono, assai difficili da rimuovere, e al loro carico di larve di zanzara tigre.
Attualmente questa specie di Dittero si è diffusa in tutti i paesi temperati e caldi del Pianeta; per contenerla è necessario controllare il materiale proveniente dalle zone infestate, dove si dovrebbero condurre interventi mirati e massicci.
Ciclo vitale fulmineo
Le zanzare sono insetti appartenenti all’ordine dei Ditteri, come le mosche. Hanno un ciclo vitale complesso e brevissimo, in condizioni ideali lungo appena due settimane, che prevede una metamorfosi completa (Insetti Olometaboli).
La vita delle zanzare comincia in acqua: uno stagno, una pozza, un canale o in comuni sottovasi. Per esempio, le femmine di Culex pipiens depongono contemporaneamente una cinquantina di uova sulla superficie dell’acqua, accorpandole in una struttura galleggiante simile a una barchetta, e in più riprese sono in grado di deporne fino a 500.
Le larve appena schiuse si nutrono di frammenti di sostanze organiche filtrate nell’acqua. Per respirare usano un sifone a contatto con la superficie, sotto cui sostano, oscillando continuamente per essere pronte ad immergersi appena qualcosa si avvicina alla pozza in cui vivono.
Pochi giorni dopo, concluse quattro mute, sono pronte per iniziare la fase di pupa: la larva si piega fino ad assumere la forma di una virgola, restando attaccata alla superficie senza cibarsi. Bastano 24 ore perché da questa sfarfalli la zanzara, pronta a volare in caccia di sangue.
Gli adulti vivono da un mese, nelle generazioni estive, fino a cinque nel caso di femmine svernanti. I maschi, invece, resistono solo una paio di settimane, giusto il tempo di riprodursi.
Le condizioni ambientali non rappresentano un grande problema per la zanzara: le larve crescono anche in acque mediamente inquinate dove altri organismi, spesso loro predatori, non riescono a sopravvivere.
Solo il freddo costituisce un nemico per questi resistenti insetti: sotto i 15 gradi, infatti, lo sviluppo larvale si arresta completamente.
Rimedi
D’estate l’Italia è assalita da miliardi di zanzare in cerca di prede, fatta eccezione per le zone montuose. I rimedi per limitare i danni a livello domestico sono svariati, ma il sovrano indiscusso di queste contromisure è il repellente per zanzare.
Ce ne sono diverse tipologie e nelle zone più infestate sono da preferire quelli più intensi. Molti ceppi di zanzare, infatti, non si fanno più scoraggiare dalle soluzioni delicate.
Un buon criterio è valutare il repellente attraverso la percentuale di DEET (N,N-diethyl-meta-toluamide), la molecola più efficace contro molti insetti ematofagi contenuta in centinaia di prodotti.
Le formule più blande ne hanno una percentuale ridotta, attorno al 10%, mentre quelli più forti si attestano attorno al 30-40% e solo alcuni prodotti, studiati appositamente per gli ambienti tropicali, superano questi valori, arrivando in certi casi al 100%.
Bisogna fare attenzione che i prodotti con alta percentuale di DEET non entrino in contatto con bocca e occhi e limitarne l’uso sui bambini sotto i tre anni. In compenso questi rimedi respingono efficacemente ogni tipo di Artropode, zecche e acari compresi.
L’altro grande classico della lotta alle zanzare è lo zampirone, la spirale con insetticida a base di piretro che brucia lentamente, allontanando gli insetti. È efficace in un raggio di poche decine di centimetri, quindi durante una cena all’aperto andrebbe collocato, sia sotto, sia sopra il tavolo. In questo modo si gode di una maggiore protezione per tutto il periodo in cui la spirale brucia.
Il mercato propone anche modelli con resistenze elettriche o con gel, che funzionano in modo analogo, ma dovrebbero diffondere più efficacemente il prodotto.
Il vecchio spray anti-zanzare è passato un po’ di moda soprattutto perché le bombole a pressione sono fuorilegge. Inoltre, il prodotto si disperde quasi subito all’aperto mentre l’impiego in spazi chiusi produce limitati successi.
Gli impianti di condizionamento, invece, costituiscono un rimedio efficace poiché le zanzare odiano l’aria fresca e asciutta.
La migliore opera di contrasto, però, rimane la prevenzione: evitare ristagni di acqua, svuotare sempre i sottovasi e controllare che tombini e grondaie non siano otturati. Bastano piccoli, semplici gesti per contenere un possibile focolaio. Se le cose invece si mettono male, non resta che contattare un’azienda che si occupa di disinfestazione.
SEMPRE INFORMATI!
Per rimanere aggiornato su tutte le news sulla Natura, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter di rivistanatura.com
Basta inserire l’indirizzo e-mail nell’apposito modulo qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscriviti”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di Natura! È gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com






