Il Parco marino protetto delle isole Galapagos consente all’uomo di poter vivere a stretta vicinanza con specie animali uniche (vedi: “Galapagos, mondo animale”) e vedere e fotografare animali è molto più semplice che altrove.
A mio avviso è consigliabile pensare a cosa si vuol vedere su ogni isola e prenotare escursioni, spostamenti e alloggi poco dopo un periodo di ambientamento iniziale necessario. Alcuni tour, infatti, sono molto richiesti e i posti tendono a esaurirsi rapidamente. Dunque, l’island hopping richiede sì più organizzazione, ma lascia la massima libertà serale, per godere della gente e le usanze del posto e con la possibilità di potersi imbattere in animali in contesto urbano per incontri davvero particolari.

Un fringuello arboricolo afferra acrobaticamente un fiore. Questo fringuello appartiene al gruppo (in totale 13) dei fringuelli di Darwin. Questi uccelli, presenti solo alle Galapagos, sono associati al nome del biologo britannico poiché esso, studiandoli durante la sua permanenza in queste isole nel 1835, notò come questi differenziassero fra loro soprattutto per la forma e la dimensione del becco. Charles Darwin dedusse che tali differenze anatomiche si siano manifestate nel tempo in risposta al loro tentativo di adattarsi a risorse alimentari diversificate. Questa ipotesi è alle base delle Teoria Evoluzionistica di Charles Darwin. © Marco Zaffignani
Per quanto riguarda la strumentazione fotografica, le Galapagos sono il luogo ideale per l’avifauna (piccola, media, grande) e la subacquea. Oltre a una buona reflex, quindi, unita al suo scafandro per le foto in acqua (in alternativa una compatta waterproof), nel corredo fotografico è sufficiente avere un telobiettivo medio per la terra (animali e paesaggio) e un grandangolo per la subacquea, foto ambientate di animali e paesaggio.
A mio avviso viaggiare su queste isole senza una camera che possa far foto in acqua è un vero peccato, in quanto le sorprese maggiori si hanno proprio in mare. Un teleobiettivo a lunga focale è consigliabile per gli uccelli, ma non fondamentale, in quanto questi tendono ad avvicinarsi molto all’uomo.

Squali pinna bianca in una piscina naturale di Bahia Rosa Blanca, Isla San Cristobal. Questa conca d’acqua del diametro di una ventina di metri e profonda non più di quattro, ospita decine di squali pinna bianca, che vi hanno accesso dal mare tramite un piccolo corridoio sommerso. Questi squali sono lunghi all’incirca un metro e mezzo, sono innocui e molto schivi. © Marco Zaffignani
Il luogo si presta meno per la macro (soprattutto in acqua) e il paesaggio, che comunque rimane interessante, anche se poco vario dal punto di vista fotografico. Cavalletto e filtri non sono fondamentali, anche se possono risultare utili in certe situazioni. Ad esempio, dato che la maggior parte delle escursioni giornaliere si concentrano nelle ore centrali, un filtro polarizzatore potrebbe aiutare nel rendere più gradevoli i nostri scatti.

Tartaruga verde nelle acque di baia Las Tijeretas, Isla de San Cristobal. Le tartarughe verdi sono l’unica specie di tartaruga marina che nidifica e si riproduce alle Galapagos. Sono enormi e mansuete. Solitamente perlustrano i fondali alla ricerca delle migliori alghe e spugne, anche se regolarmente raggiungono la superficie per respirare. © Marco Zaffignani
Il clima sulle isole è piuttosto variabile, anche se generalmente suddiviso in due stagioni, calda e relativamente piovosa da dicembre a maggio, fresca e secca, ma anche nebbiosa e nuvolosa, da giugno a novembre. Detto questo, è bene tenere presente che l’arcipelago si trova all’equatore, dunque il sole è sempre molto caldo, seppur generalmente accompagnato da un vento gradevole. Inoltre, durante i mesi che noi consideriamo estivi, alle Galapagos le acque sono generalmente fredde o molto fredde, dunque è fondamentale essere in possesso di una muta leggera per le sessioni in acqua. In alternativa alcune agenzie o guide ne hanno a disposizione per il noleggio.

Leone marino a Kicker Rock, Isla de San Cristobal. © Marco Zaffignani
Le isole presentano generalmente territori brulli e aridi, anche se le più grandi hanno altopiani centrali verdi e con lussureggianti foreste; questo a causa delle precipitazioni più frequenti in queste zone. Ne consegue che sulla stessa isola convivono sorprendentemente cactus e palme, i primi più costieri, le seconde a loro agio nel cuore delle isole.

Tartarughe giganti delle Galapagos. Conosciute per il ciclo vitale molto lungo, si pensa che l’esemplare più anziano vivente delle Galapagos abbia 109 anni. Tutte le isole maggiori dell’arcipelago hanno una riserva che si occupa della tutela ambientale e riproduttiva di questo animale, considerato il vero simbolo delle Galapagos. Le riserve sono molto estese e offrono la massima libertà alle tartarughe, le quali non sono difficili da incontrare anche ai bordi delle strade sterrate, impegnate a passare da una boscaglia all’altra. © Marco Zaffignani
Le specie animali che si possono incontrare sono moltissime, alcune onnipresenti, dunque più comuni, altre invece, più rare, vivono esclusivamente in determinate isole o zone dell’arcipelago. Questo, unito all’estrema affabilità degli esemplari, fa delle Galapagos una delle mete più stimolanti per un fotografo.



