Potrà sembrare incredibile ma, a distanza di trent’anni, il nome di Gianni* torna sotto i riflettori. Non gestisce più lo zoo, ma una sorta di supermercato dei pet.
A rompere un silenzio durato anni è un servizio delle Iene andato in onda il 20 novembre 2019. La moda di tenere in casa animali esotici è tutt’altro che tramontata, e la trasmissione televisiva ha ricevuto diverse segnalazioni da spettatori che considerano tale moda un maltrattamento.
Ed ecco la iena Alessandro Di Sarno organizzare con l’aiuto di due veterinari e di un bambino, suo figlio, il blitz nel Modenese. Nella struttura, che prima di diventare un negozio era uno zoo, la sezione dedicata ai rettili è in pessime condizioni: teche sporchissime e dall’odore nauseabondo, animali tenuti in luoghi troppo piccoli e addirittura un pitone reale schiacciato dietro a un vetro, forse dopo un tentativo di fuga.
Poco più in là un tegu, un lucertolone sudamericano, è affetto da stomatite, e sulle ulcere ha alcune larve di mosca, e un geco è gravemente malnutrito e senza la coda.
Il piccolo Sandro entrerà nel negozio con la mamma e, collegato con un auricolare ai due veterinari, commenterà le condizioni in cui versano quei poveri animali con termini molto tecnici, che il titolare del negozio ignora completamente.
Quando arriva davanti alla teca del geco, dice: «È piccolo, ma mangia?» Il proprietario lo rassicura spiegandogli che è solo un neonato, ma Sandro ribatte: «Sembra anche cachettico, cioè mangia ma non assorbe bene».
Davanti al tegu, Sandro chiede cosa abbia in bocca, e gli fa notare che «ha delle larve di mosca in bocca» e «ha la stomatite». Il proprietario del negozio è sempre più sbigottito: non conosce quei termini e non sa cosa ribattere. Quando infine il bambino gli spiega che le rane hanno una malattia metabolica, sbotta: «Il bambino si sbaglia». Poi getta la spugna: «Sandro, non sono la persona che fa per te».
E, alterato ed esasperato, conclude: «Non sono la persona che fa per suo figlio, deve comprare gli animali su Internet». Quando Di Sarno ritorna solo con il suo operatore, rivelando di essere delle Iene, l’uomo la prende malissimo e inizia ad aggredirli a colpi di scopa. Infine, ecco le guardie ecozoofile che dopo un’accurata perquisizione sequestrano i cinque animali ridotti in condizioni peggiori. L’unico a non farcela è il piccolo geco.
Titoli dei giornali locali
- Il Resto del Carlino, 27 luglio 1989 – “Soliera/Dopo il blitz allo zoo privato. Ora sono al sicuro. Gli animali in custodia al ‘Centro rapaci’ di Medolla”
- Gazzetta di Modena, 27 luglio 1989 – La replica di Gianni: “Traffico di animali? Non ne so nulla. I rapaci e le cinque scimmie me li hanno portati dei privati”
- Gazzetta di Modena, 29 luglio 1989 – “Maxisequestro di animali protetti. Chi doveva controllare? Per lo zoo l’inchiesta si allarga. Pesanti interrogativi sull’operato di Usl, Comune e vigili urbani. Una lettera getta ombre sul primo sopralluogo della Forestale”
* Titolare di un allevamento di ornitologia nel Modenese già oggetto di indagine della magistratura.
Episodio tratto dal libro:

“Cani, falchi, tigri e trafficanti”
di Ermanno Giudici con Paola D’Amico
338 pagine, 17,90 Euro
Sperling & Kupfer Editore




