Quando la produzione di materia vegetale commestibile è alta, possono coesistere nella stessa zona più predatori di vertice. Nel caso delle grandi savane africane, per esempio, leoni e iene, che sono specie sociali, si trovano in cima alla catena alimentare, ma la competizione è feroce…
Anche se i leoni hanno la meglio a livello individuale, le iene li contrastano con il numero, quindi tra i due gruppi si osserva sempre un equilibrio dinamico, che viene “imposto” a tutti gli altri animali, compresi i predatori di secondo livello, come il leopardo e il ghepardo, e poi a cascata a tutte le altre specie.
Per esempio, nel Ghana del Nord, in Africa orientale, una riduzione della popolazione di leoni e leopardi causata dal bracconaggio ha prodotto un aumento dei babbuini, i quali hanno cominciato a razziare le coltivazioni, attaccare il bestiame e a entrare con allarmante frequenza nei villaggi, diffondendo parassiti intestinali negli uomini. Gli effetti della riduzione dei grandi predatori non sono sempre prevedibili e possono avere ripercussioni inattese.
La fatica del predatore solitario
Anche un predatore di vertice, come il leone, deve fare molta fatica per catturare una preda. Da studi condotti in diversi Parchi africani risulta che una leonessa da sola va a segno solo una volta su tre. Se partecipano altri elementi nel branco, le possibilità di un pasto aumentano in modo considerevole, ma la cattura non è mai garantita.
Non perdere le altre puntate dei Grandi predatori
SEMPRE INFORMATI!
Per rimanere aggiornato su tutte le news sulla Natura, selezionate dalla nostra redazione, iscriviti alla newsletter di rivistanatura.com
Basta inserire l’indirizzo e-mail nell’apposito modulo qui sotto, accettare la Privacy Policy e cliccare sul bottone “Iscriviti”. Riceverai così sulla tua mail, due volte alla settimana, le migliori notizie di Natura! È gratis e ti puoi disiscrivere in qualsiasi momento, senza impegno
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com




