Più di 8 imprenditori su 10 (83%) sono convinti che la transizione ecologica sia necessaria per superare la crisi economica ed ecologica in atto. Dalla ricerca emerge, però, anche una forte richiesta di maggiore informazione, perché solo il 35% del campione pensa di avere un buon livello di conoscenza sul tema.
L’indagine, realizzata dalla Fondazione Sviluppo Sostenibile e da EY, sarà presentata agli Stati Generali della Green Economy, promossi dal Consiglio Nazionale della Green Economy, in occasione di Ecomondo Key Energy, a Rimini l’8 e il 9 novembre prossimi (scarica qui il programma).
I risultati in sintesi della ricerca
“Le imprese italiane e la transizione ecologica” indaga l’atteggiamento degli imprenditori su potenzialità, ostacoli, aspettative, misure necessarie della transizione ecologica.
Realizzata a settembre 2022, la ricerca offre la fotografia attuale di come un campione di 1.000 imprese italiane (piccole sopra i 10 dipendenti, medie e grandi, appartenenti ai principali settori) stia vivendo la transizione ecologica in questo periodo di alti prezzi dell’energia e di incertezza sul futuro dell’economia.
- Il 62% delle imprese vede nell’attuale periodo storico la maggiore ragione per intraprendere un percorso di transizione ecologica, vista come opportunità strategica.
- 3 aziende su 4 (il 76%) sono convinte che l’Italia dovrebbe essere fra i promotori della transizione ecologica, perché questa scelta metterebbe il Paese all’interno del gruppo avanzato delle economie mondiali.
- L’ostacolo maggiore per la transizione ecologica è rappresentato dalla burocrazia per ben il 50% delle imprese.
- Le imprese si sono già mosse per avviare questo cambiamento in green: oltre una su due ha già adottato misure per usare in modo più efficiente energia e acqua, il 49% per ridurre e per riciclare i propri rifiuti e il 34% nell’utilizzo di fonti rinnovabili.
I benefici di questa svolta
Per circa 3 imprese su 10, la transizione ecologica porterà a una riduzione dei costi operativi.
Gli imprenditori sono altresì consapevoli dei rischi, anche economici, legati alla crisi climatica. Il 75% ha un livello di preoccupazione medio o elevato e solo il 25% dichiara di non essere preoccupato per tali eventi.
Dalla ricerca emerge, però, anche una forte richiesta di maggiore informazione. Solo il 35% del campione, infatti, pensa di avere un buon livello di conoscenza.
Edo Ronchi, Presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, commenta: «Questa indagine documenta un quadro dell’impegno delle imprese italiane per la transizione ecologica più avanzato di quanto diffusamente si ritenga. Non mancano difficoltà e ritardi, ma il quadro complessivo che emerge è quello di un sistema delle imprese che sta affrontando la sfida della transizione ecologica come ineludibile necessità ma anche come possibile opportunità».
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