Lo sapevate che tra tutti i colori primari (ovvero quelli che sono alla base di tutte le colorazioni possibili ottenute dalle loro miscele) presenti in natura, il colore blu è quello meno diffuso tra gli esseri viventi?
Se, infatti, sul pianeta fantastico di Pandora, ambientazione dei due famosi film di Avatar, il blu è il colore dominante tra i viventi, sulla Terra è vero proprio il contrario.
Per esempio, tra gli animali solo poche specie sono davvero blu e la maggior parte di loro non ha nemmeno questa tonalità per la pigmentazione, ma per l’effetto della luce sul loro piumaggio o sulle loro squame.
Ovvero in gran parte dei casi in cui ci si imbatte in specie animali con questa tonalità, in realtà il colore non è dovuto dai pigmenti, ma da colori strutturali, ovvero dal risultato dell’iridescenza e della riflessione selettiva. È il caso, per esempio, della ghiandaia azzurra, che produce melanina e quindi dovrebbe apparire quasi nera, ma la presenza di microsacche d’aria tra le piume disperde la luce trattenendo solo quelle frequenze registrate dai nostri occhi come appunto un colore blu.
Anche i colori blu e verde lucente del piumaggio del pavone non sono originati da pigmenti, bensì dalla struttura fisica microscopica delle penne, che interagendo con la luce genera queste tinte brillanti e di aspetto metallico
Soluzioni simili le troviamo anche in alcuni insetti, come le grandi farfalle del genere Morpho, famose per le spettacolari ali blu, ottenuto in realtà non col pigmento, ma tramite la configurazione delle squame che riflettono la luce in un modo tale da produrre un apparente colore blu iridescente.
Si tratta dunque di “effetti speciali” ingannatori, che producono questo colore con adattamenti strutturali.
Cosa più difficile da ottenersi con i peli o con una pelle liscia. Per questo, sul nostro Pianeta non vi sono mammiferi blu, mentre tra pesci, anfibi e rettili le poche specie di questo colore lo sono veramente: è il caso, per esempio, del pesce chirurgo, dell’iguana blu, del granchio azzurro o del gambero della Florida.
Anche tra le piante questa colorazione è poco diffusa, tanto che meno del 10% dei nostri fiori selvatici europei sono blu. Una delle ragioni della sua rarità è la complessità della chimica necessaria per assorbire tutti i colori della luce visibile tranne il blu.
Per esempio, molte piante creano i loro fiori blu utilizzando una ricetta simile: sei molecole di antocianina, sei molecole di un copigmento e due ioni di un metallo. Altri usano delfinidina, una molecola che differisce dalla cianidina per la presenza di un atomo di ossigeno. La delfinidina è dunque alla base di molti pigmenti blu del modo vegetale, come quello delle genziane, dell’aconito napello o dei Delphinium blu.
Se non vuoi perderti i prossimi articoli, iscriviti alla newsletter.
riproduzione consentita con link a originale e citazione fonte: rivistanatura.com







